DOMENICA 07 GIUGNO 2026



IL FATTO

Beatrice morta a 2 anni dopo mesi di violenze, arrestato il compagno della madre. Spinte, botte e capelli tirati

In un video bambina costretta a fumare una sigaretta

di Redazione
Beatrice morta a 2 anni dopo mesi di violenze, arrestato il compagno della madre. Spinte, botte e capelli tirati

Nuovi sviluppi nell'inchiesta sulla morte di Beatrice, la bambina di due anni trovata senza vita lo scorso 9 febbraio nell'abitazione della madre a Bordighera. Nella giornata di sabato i carabinieri hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Manuel Iannuzzi, compagno della donna, accusato di maltrattamenti aggravati e continuati che, secondo gli investigatori, avrebbero portato al decesso della piccola.

La stessa ipotesi di reato viene ora contestata anche alla madre della bambina, già detenuta con l'accusa di omicidio preterintenzionale. Le indagini, coordinate dalla Procura di Imperia, delineano un quadro particolarmente grave: la morte della bimba non sarebbe stata causata da un singolo episodio, ma rappresenterebbe il tragico epilogo di una lunga serie di violenze subite nel tempo.

Gli esami medico-legali avrebbero infatti rilevato numerose lesioni compatibili con ripetute aggressioni. Fondamentali per la ricostruzione dei fatti sarebbero state anche le testimonianze delle due sorelle maggiori della vittima, di 7 e 9 anni, che avrebbero descritto un ambiente familiare segnato da continui maltrattamenti.

Secondo quanto riportato negli atti dell'inchiesta, la bambina sarebbe stata più volte colpita con schiaffi e pugni, strattonata per i capelli, percossa con una ciabatta e spinta con violenza contro pareti e mobili. Gli investigatori avrebbero inoltre acquisito dal cellulare dell'uomo alcune immagini che documenterebbero le condizioni della piccola dopo presunti episodi di pestaggio.

Tra il materiale sequestrato figura anche un video particolarmente inquietante nel quale Beatrice, in lacrime, sarebbe stata costretta a fumare una sigaretta mentre gli adulti presenti ridevano alla scena.

Le indagini si sono concentrate anche sugli ultimi momenti di vita della bambina. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, quando la piccola aveva già perso conoscenza, i due indagati avrebbero tentato inutilmente di rianimarla immergendola in acqua e facendole assumere dello zucchero. Per gli investigatori, tuttavia, la bambina sarebbe già morta.

Dall'attività investigativa è emersa inoltre una situazione di forte trascuratezza nei confronti delle tre figlie della donna. Le minori sarebbero state lasciate da sole durante la notte in diverse occasioni, mentre la madre si trovava con il compagno. I tabulati telefonici acquisiti dagli inquirenti mostrerebbero numerose chiamate effettuate dalle bambine per chiedere il ritorno della madre a casa.

Nel provvedimento cautelare il giudice descrive le condotte contestate con parole particolarmente dure, parlando di violenze caratterizzate da modalità "atroci" e da una "spietata omissione di soccorso". Elementi che hanno spinto la Procura a chiedere un intervento immediato dell'autorità giudiziaria, mentre proseguono gli accertamenti per chiarire ogni responsabilità legata alla morte della piccola Beatrice.


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01-06-2026 17:30:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA