SABATO 12 SETTEMBRE 2026



Il fatto

Castellammare, appalto rifiuti da 131 milioni con Torre Annunziata: 'Si rischia una città ancora più sporca'

Democratici e Progressisti chiedono ai commissari l'apertura di un confronto

di Redazione
Castellammare, appalto rifiuti da 131 milioni con Torre Annunziata: 'Si rischia una città ancora più sporca'

Sull'appalto rifiuti con Torre Annunziata da 131  milioni Democratici e progressisti chiedono ai commissari guidati dal prefetto Dario Caputo di aprire un confronto. "La raccolta dei rifiuti e la pulizia della città rappresentano da sempre uno dei principali indicatori della qualità della vita e dell’efficienza dell’amministrazione pubblica. Una città pulita, accogliente e curata è anche il segno di un servizio che funziona e che deve essere all’altezza del costo sostenuto dai cittadini", la premessa di un lungo documento. 

Il gruppo politico ripercorre la vicenda, dopo che anche i sindacati hanno iniziato una protesta. "A Castellammare di Stabia, invece, il servizio continua a presentare criticità evidenti. L’attuale appalto, - ricordiamo - fu assegnato dal Comune nel 2023 durante la gestione della Commissione straordinaria per circa 60 milioni di euro per cinque anni", si legge nella nota. 

Che spiega: "Un servizio il cui funzionamento è sotto gli occhi di tutti lo conferma, del resto, la stessa nota del Comune del 21 gennaio scorso, predisposta in risposta all’interrogazione presentata dal consigliere Maurizio Apuzzo.  Nella nota vengono richiamate anche le sanzioni elevate dall’amministrazione e il mancato rispetto, nel corso di questi anni, di alcuni aspetti vincolanti dell’appalto, tra cui quelli relativi alle percentuali di raccolta differenziata e alla realizzazione della sede operativa e legale a Castellammare.

Non si tratta, dunque, di una questione nuova né di una polemica di parte.

 

 Negli anni, questo appalto e quelli che lo hanno preceduto sono stati oggetto di numerose iniziative da parte dei consiglieri comunali, di relazioni degli assessori al Consiglio comunale e del lavoro di due commissioni consiliari costituite proprio per approfondire le problematiche del servizio. Il tema ha occupato inoltre diverse pagine della relazione della Commissione d’accesso che portò allo scioglimento del Comune nel 2022.

 

 Come Democratici e Progressisti, già nel 2023 e nel 2024 e attraverso diverse note, abbiamo segnalato l’urgenza di affrontare in maniera seria e strutturale la questione.

 

 Oggi lo facciamo con ancora maggiore determinazione, perché si profila la possibilità di una gara da circa 131 milioni di euro per otto anni, relativa alla gestione del servizio nel Sub Ambito Distrettuale (SAD) che comprenderebbe Torre Annunziata e Castellammare di Stabia.

 

 È una prospettiva che non può essere affrontata senza un confronto pubblico e politico adeguato.

 

 Il piano predisposto dall’Ente d’Ambito (EDA), soggetto gestore dell’Ambito Territoriale Ottimale Napoli 3 (ATO NA 3), presenta infatti aspetti e modalità di gestione che, a nostro avviso, devono essere approfonditi. E soprattutto devono essere discussi con la città prima che vengano assunte decisioni destinate a incidere sul servizio per i prossimi otto anni.

 

 Non aver aperto questo confronto in passato è stato un errore che Castellammare rischia oggi di pagare a caro prezzo con la possibilità di ritrovarsi davanti a nuovi e ancora più gravi disservizi.

 

 La legge regionale n. 16 del 2016, con le successive modifiche, ha ridisegnato l'organizzazione della gestione dei rifiuti in Campania, introducendo diverse possibilità e lasciando spazio anche a modelli di gestione pubblica. A dieci anni dalla sua approvazione è quindi necessario fare un bilancio, evidenziando i ritardi e le lentezze con cui la Regione ha proceduto, le resistenze che ne hanno rallentato l'attuazione e, soprattutto, il modo in cui questa nuova organizzazione è stata utilizzata anche dalla nostra città.

 

 Il settore dei rifiuti è stato troppo spesso attraversato da interessi illeciti e condizionato dal peso della criminalità. Proprio per questo servono trasparenza, controllo pubblico, competenza e scelte politiche chiare.

 

 La stessa nota del Comune, firmata dal RUP, dal funzionario amministrativo e dall’assessore competente, in risposta all’interrogazione del consigliere Apuzzo, chiarisce più di molte polemiche come si siano sviluppate le vicende relative alla costituzione del SAD e alla scelta del modello di gestione.

 

 Dalla documentazione emerge, in particolare, che:

 

 - già nel 2023, nonostante le sollecitazioni degli uffici, durante la gestione della Commissione straordinaria il Comune non avrebbe assunto iniziative autonome per presentare una propria proposta né avviato un confronto con gli altri Comuni per definire il SAD e individuare il modello di gestione più adeguato alla realtà di Castellammare;

- una situazione analoga si sarebbe verificata nel 2024, quando, con la nota protocollo n. 78683 del 23 dicembre, l’ATO NA 3 comunicava che l’EDA Napoli 3 avrebbe proceduto, nel gennaio 2025, all’individuazione di un tecnico incaricato di predisporre la documentazione necessaria per le successive gare nei SAD non costituiti formalmente;

- nella stessa comunicazione, in assenza di un diverso e contrario indirizzo politico espresso dalla Commissione straordinaria, si deduceva che il Comune di Castellammare avesse tacitamente aderito al modello di gestione determinato dall’EDA. È proprio questo il punto politico che oggi poniamo all’attenzione della città. Castellammare non può limitarsi a subire decisioni assunte altrove. Dopo lo scioglimento del Comune per infiltrazioni camorristiche, la massima trasparenza nelle scelte, la partecipazione e il controllo democratico diventano ancora più importanti. Non è accettabile che una decisione destinata a determinare per otto anni il futuro della gestione dei rifiuti venga percepita come un appalto calato dall’alto, senza un adeguato confronto.

 Ci sono ancora i tempi per intervenire, considerato che l’attuale contratto per la gestione dei rifiuti scadrà nel 2028.

Chiediamo quindi alla Commissione straordinaria di riaprire immediatamente la discussione e di promuovere un confronto serio e trasparente sul futuro del servizio. Così come già è emerso dai comunicati dei sindacati e dall’opportuna iniziativa di alcune forze politiche.

Occorre, innanzitutto, fare chiarezza sul percorso che ha portato alla definizione del SAD e sulle scelte che si intendono assumere. Serve inoltre comprendere, anche attraverso un confronto diretto con l’ATO NA 3 e l’EDA Napoli 3, come si stanno organizzando, quali competenze e quali professionalità stanno acquisendo e con quali modalità stanno procedendo

È necessario sapere anche se il piano che dovrebbe costituire la base della futura gara sia stato affidato a soggetti esterni, a chi sia stato affidato e quanto sia costata la sua elaborazione.

Su una questione che vale circa 131 milioni di euro e che riguarda un servizio essenziale per i cittadini, non possono esserci zone d’ombra. Castellammare ha bisogno di un servizio efficiente, moderno, controllabile e adeguato alle esigenze della città.   È per questo che riteniamo indispensabile riaprire il confronto, prima che vengano assunte decisioni irreversibili e prima che un nuovo appalto, della durata di otto anni, finisca per cristallizzare problemi e inefficienze che già oggi sono sotto gli occhi di tutti".


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12-09-2026 12:23:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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