A Castellammare i capigruppo consiliari e i sindacati Fincantieri si rivolgono insieme a governo Meloni e Regione Campania per chiedere un piano di rilancio dello stabilimento stabiese. "Congiuntamente con le segreterie provinciali di FIM, FIOM, UILM e le RSU FIM, FIOM e UILM di Fincantieri e alla presenza del Sindaco, presso la sede municipale di Palazzo Farnese, nel corso della quale è emersa la volontà condivisa di aprire una riflessione seria e condivisa sul futuro del cantiere Fincantieri di Castellammare di Stabia, presidio industriale strategico per la città, per l’area metropolitana e per l’intero Paese", spiegano in una nota.
Il contesto geopolitico attuale, caratterizzato da un rafforzamento delle politiche di difesa a livello europeo e nazionale, sta determinando un crescente orientamento produttivo verso il comparto militare. In questo scenario, il cantiere stabiese è chiamato a svolgere un ruolo centrale nella costruzione di unità navali per la Marina Militare, confermando competenze, professionalità e capacità produttive di alto livello.
"Allo stesso tempo, la crescita ed il consolidamento del mercato delle navi ad uso civile impone una riflessione affinchè il sito di Castellammare non sia aprioristicamente escluso da questo settore. Il salto di qualità che deve compiere il cantiere di Castellammare di Stabia è quello di non essere più un sito di supporto a produzioni iniziate e concluse fuori dal territorio stabiese.
Per rendere concreto questo riposizionamento strategico, necessario per dare una prospettiva decennale al Cantiere, diventa non più rinviabile un piano di rilancio e di investimenti strutturali sul sito di Castellammare affinchè siano realizzati in tempi certi il bacino di costruzione, una diversa allocazione del cantiere girandolo verso il mare, per consentire la produzione di navi di tonnellaggio maggiore e non più solo tronconi", è la richiesta prima di dettagliare i vari punti.
Per ottenere questo rilancio è necessario:
rafforzare e modernizzare le infrastrutture portuali e cantieristiche, superando i limiti strutturali che negli anni hanno condizionato la piena operatività del cantiere; garantire investimenti in processo e prodotto che consentano allo stabilimento una versatilità produttiva affinchè possa competere stabilmente sia nel settore militare sia in quello civile; assicurare continuità occupazionale e qualità del lavoro, con particolare attenzione alla filiera dell’indotto; promuovere percorsi di formazione e riqualificazione professionale coerenti con le nuove esigenze produttive.Castellammare di Stabia non può essere un sito marginale né residuale nelle strategie industriali nazionali. Il cantiere rappresenta un patrimonio storico, economico e sociale che va tutelato e valorizzato.
Per queste ragioni chiediamo con forza: al Governo nazionale di inserire il cantiere di Castellammare tra le priorità strategiche del comparto navale e della difesa, destinando risorse adeguate per il suo potenziamento. Alla Regione Campania di assumere un ruolo attivo nel sostegno allo sviluppo infrastrutturale dell’area portuale e industriale. E all’azienda di avviare un confronto strutturato con le parti sociali e con le istituzioni locali per definire una visione industriale chiara e di lungo periodo.
In un momento storico complesso, politica e rappresentanze dei lavoratori devono agire con responsabilità e unità d’intenti. Il rilancio del cantiere non è una battaglia di parte, ma una priorità collettiva che riguarda il futuro della città, dell’occupazione e del tessuto produttivo del territorio.
"Castellammare di Stabia merita una prospettiva industriale solida, moderna e all’altezza della sua storia", conclude il documento.