MERCOLEDÌ 17 APRILE 2024



Il fatto

Castellammare, fratello finisce in Rianimazione salvato: 'Grazie ai medici, angeli'

Il ricovero la vigilia di Natale e l'operazione d'urgenza

di Redazione
Castellammare, fratello finisce in Rianimazione salvato: 'Grazie ai medici, angeli'

Il fratello finisce in Rianimazione la vigilia di Natale a Castellammare e i medici riescono a salvarlo. Perciò la sorella decide di raccontare la loro storia per ringraziare chi li ha aiutati. 

"Troppo spesso si sentono storie di malasanità, oggi vorrei raccontare una storia di sanità eccezionale sperando che possa essere condivisa il più possibile ed arrivare a tutte le persone coinvolte", racconta la sorella del paziente. "Il 24 dicembre mio fratello è stato ricoverato ed operato d’urgenza presso l’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, diagnosi e prognosi infauste che solo a pensare il nome tremo ancora".

La situazione era sin da subito difficile. "Alle parole dei medici sono sprofondata in un tunnel oscuro, quella malattia l’avevo studiata sui libri, ma non avevo la minima idea che potessi un giorno trovarmi a vivere una cosa del genere e così all’improvviso. La mia vita si è fermata, sono entrata in un vortice di dolore e disperazione fin quando non ho visto quegli angeli vestiti di bianco e di verde, mandati da Dio per farci superare questo momento, ai medici otorini dell’equipe del Dottore Erik Esposito e ai medici della rianimazione dell’equipe della Dottoressa Maria Josè Sucre voglio dire grazie".

Poi continua: "Non li menziono tutti per non rischiare che possa sfuggirmi qualche nome, ci ho parlato più volte e so che se leggeranno capiranno, del resto hanno dimostrato di indossare quel camice con amore e dedizione e non per fama o gloria. A questi medici che hanno dato tutto loro stessi, che non si sono risparmiati neanche per un secondo, che sono stati sempre lì accanto a mio fratello, giorno e notte, Natale e Capodanno, che sono stati sempre onesti in ogni momento anche quando le parole facevano tanto male incoraggiandoci a non abbandonare mai la speranza e la fede e come mi disse la Dottoressa non perché soffrivano di delirio di onnipotenza ma perché avevano la consapevolezza di possedere la formazione e l’esperienza per fare ancora qualcosa, ricordando che tra loro e il paziente c’era Dio e Lui ci avrebbe aiutato, dopo il secondo intervento il Dottore mi disse andiamo tutti in chiesa  a Pompei, lo farò anche io, lo feci ma avevo troppa paura di parlare e ho lasciato che Dio leggesse nel mio cuore e lo ha fatto, ringrazio l’infermiere del reparto di otorino che mi ha aiutato ad asciugare le lacrime, che mi ha dato l’acqua e confortata quando mi ha vista  disperata davanti a quella porta, agli infermieri della rianimazione che si sono presi cura di mio fratello e mi davano una parola di conforto e speranza mentre mi facevano indossare il camice per entrare, a tutti loro io voglio dire grazie, nel senso più profondo e letterale della parola. Se oggi in fondo a quel tunnel vediamo una luce è solo merito loro che con l’aiuto di Dio hanno permesso a mio fratello di rinascere… ed io posso iniziare a vivere questo 2024 con il sorriso".

Quindi la sua non è una denuncia, ma al contrario. "Questa è una storia di buona sanità che è stata possibile perché abbiamo incontrato persone che hanno deciso di onorare quel giuramento che hanno fatto all’inizio della loro carriera". 


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15-01-2024 19:41:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA