A Castellammare riparte il centrosinistra dopo lo scioglimento per infiltrazioni camorristiche di metà luglio, con la fine dell'esperienza di governo del sindaco Luigi Vicinanza. Ieri i rappresentanti delle forze politiche e civiche, PD, M5S, Verdi, Sinistra Italiana, Per, PSI, Democratici e Progressisti, Italia Viva, si sono riuniti in videoconferenza per fare il punto sullo stato di Castellammare di Stabia, a pochi mesi dallo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose. "In città prevalgono disorientamento e sfiducia: ogni vuoto democratico rallenta le scelte strategiche e rischia di alimentare il distacco dalla politica e dalle istituzioni. Le forze intervenute invocano una svolta capace di inaugurare una stagione di riscossa civile e sociale, valorizzando le migliori energie morali e intellettuali del territorio per contrastare la cultura dell’illegalità e ricostruire un percorso fondato su giustizia e inclusione", si legge in una lunga nota al termine dell'incontro.
"Due scioglimenti ravvicinati hanno aperto una ferita profonda nel rapporto tra cittadini e amministrazione comunale, imponendo una riflessione severa e azioni conseguenti perché simili derive non si ripetano. La camorra, si sottolinea, continua a esercitare un’influenza pesante nella vita politica, culturale ed economica della città, e ogni minimizzazione è ritenuta inaccettabile. In questa cornice, l’obiettivo dichiarato è attivare una consultazione permanente — già avviata grazie alla rappresentanza parlamentare del territorio — con la struttura commissariale, sui dossier più urgenti, e promuovere iniziative condivise di confronto con società civile, associazionismo e parti sociali", sottoscrivono le forze politiche che si sono date una road map.
"È il tempo dell’ascolto, non dei personalismi: la richiesta che giunge dalla comunità è di risposte immediate. Il futuro prossimo di Castellammare si gioca ora anche sulle risorse del PNRR, del CIS e di altri fondi europei. Tra le priorità già segnalate alla Commissione straordinaria figurano: il destino delle Antiche Terme e delle Sorgenti; Fincantieri; l’area Savorito; il Centro Antico e i quartieri; l’accordo per l’attivazione del PRIUS Ospedale; il contrasto al dissesto idrogeologico; la riorganizzazione del litorale e degli arenili, con rapida conclusione delle gare per i nuovi affidamenti balneari; la gestione degli spazi pubblici; il nuovo appalto dei rifiuti; l’emergenza abitativa e la sicurezza quotidiana. Restano cruciali anche strumenti di pianificazione come il PUC e il PRG del porto, la cui assenza potrebbe condurre a scelte errate sulle aree e sulle attività portuali. Regione Campania, Città Metropolitana e Governo, viene ribadito, devono intervenire per definire insieme alla città punti concreti capaci di superare lentezze e ritardi. Il documento registra inoltre una crisi economica e sociale senza precedenti, che allarga la frattura tra democrazia e fasce più fragili della popolazione italiana ed europea. Dopo quattro anni di governo delle destre, si rilevano un aumento della povertà e un indebolimento dei salari a fronte dell’impennata inflazionistica. Il Mezzogiorno è indicato come epicentro della crisi: le proteste che in queste ore hanno interessato anche Castellammare sono considerate l’esito dell’immobilismo in materia energetica, in assenza di un tetto al prezzo dei carburanti. Le immagini di scaffali vuoti, distributori a secco e attività produttive ferme, si afferma, smentiscono la propaganda della destra e rivelano il fallimento delle sue politiche economiche. Piena la vicinanza a chi manifesta per un futuro migliore, per il diritto allo studio, un’occupazione stabile e di qualità, la tutela del potere d’acquisto e un Mezzogiorno diverso, libero dal “cappio” dell’autonomia differenziata. Infine, l’appello: fare squadra, unendo le forze nel rispetto delle identità e specificità di ciascun soggetto politico, per costruire una coalizione ampia, aperta al civismo sano, realmente impegnato e costruttivo — in linea con quanto accade anche a livello nazionale. L’anno che si apre sarà denso di lavoro: la città non può restare priva di iniziative e spazi plurali di confronto, a partire dai quartieri e dai cittadini che hanno già manifestato l’urgenza di un radicale cambio di passo", concludono.