«Si cambia la classe politica, ma i funzionari che per anni hanno gestito il potere rimangono lì». È un nuovo, durissimo monito quello lanciato dal procuratore Nunzio Fragliasso, che torna a parlare di camorra, politica e infiltrazioni mafiose sullo scioglimento dei comuni di Castellammare e Torre Annunziata.
L'occasione è il convegno “Sciogliere non basta”, organizzato da Foro XXI, in corso questo pomeriggio a Villa Tiberiade.
«Valentino Gionta junior si nascondeva in un bunker sotto casa. Se qualcuno avesse ancora bisogno di ricordare che qui c'è la camorra». Fragliasso richiama l'arresto del giovane Gionta per ribadire quanto la criminalità organizzata continui a essere radicata sul territorio.
Poi torna sulle parole pronunciate a Palazzo Fienga, che avevano acceso lo scontro con la politica cittadina e l'amministrazione del sindaco Corrado Cuccurullo. «Non ho mai detto “andate a casa”», precisa il procuratore. «Ho detto in pubblico ciò che avevo già detto in privato: non bastano le operazioni di facciata. Rimboccatevi le maniche, qui c'è la camorra».
Ma è sugli apparati burocratici dei Comuni che arriva uno degli affondi più significativi. Per Fragliasso, sciogliere un'amministrazione per infiltrazioni mafiose non basta se funzionari e dirigenti continuano a gestire appalti, licenze e concessioni edilizie. «Si manda a casa la classe politica, ma chi ha gestito per anni in modo deteriore la cosa pubblica rimane al proprio posto». Da qui la necessità di intervenire anche sulla macchina amministrativa, con rotazioni e sostituzioni mirate.
procuratore invoca poi una «politica con la P maiuscola», capace di riprendersi il governo dei territori. E mette in guardia dal proliferare delle liste civiche che «spuntano come funghi» a ridosso delle elezioni, ritenendole più esposte, soprattutto nei piccoli Comuni, al rischio di condizionamenti mafiosi nella raccolta del consenso.
«Sciogliere è necessario, ma non sufficiente», ribadisce Fragliasso, ricordando proprio il caso di Torre Annunziata, tornata al commissariamento dopo appena quattro anni.
Serve la «politica con la P maiuscola», capace di riprendersi il governo dei territori. E mette in guardia dal proliferare delle liste civiche che «spuntano come funghi» a ridosso delle elezioni, ritenendole più esposte, soprattutto nei piccoli Comuni, al rischio di condizionamenti mafiosi nella raccolta del consenso.
«Sciogliere è necessario, ma non sufficiente», ribadisce Fragliasso, ricordando proprio il caso di Torre Annunziata, tornata al commissariamento dopo appena quattro anni.