Per molti era stato un insegnante, per altri un poeta. Per i nipoti Salvatore, Sebastiano e Pio Esposito, un punto di riferimento nella crescita personale e sportiva. Castellammare piange Salvatore Esposito, conosciuto in città come «Turiello», ex docente di filosofia e nonno dei tre fratelli protagonisti del calcio professionistico.
Le esequie sono previste per domani alle 12:30 nella chiesa dello Spirito Santo, in piazza Fontana Grande a Castellammare. Sarà il momento in cui parenti, amici, ex studenti e cittadini potranno raccogliersi accanto alla famiglia.
La notizia della morte ha raggiunto gli ambienti culturali e sportivi della Campania, due mondi che hanno accompagnato la sua vita e che si ritrovano oggi nel ricordo della sua figura.
Prima dei successi dei nipoti, il pallone aveva già un posto importante nella vita di Esposito: da giovane era stato calciatore. Una passione trasmessa al figlio Agostino e poi alla generazione successiva, con i percorsi nel professionismo di Salvatore, Sebastiano e Pio.
I traguardi dei ragazzi e la maglia della Nazionale rappresentavano per il nonno un motivo di grande orgoglio, vissuto con discrezione. Il suo ruolo, però, non si esauriva nel seguire i risultati: era un mentore, capace di richiamare i nipoti al valore del rispetto e dell’impegno, anche nello sport.
Accanto alla dimensione familiare resta quella dell’uomo di cultura. Esposito aveva insegnato filosofia nei licei ed era autore di liriche: un percorso che lo aveva legato a generazioni di studenti e alla vita culturale cittadina.
L’insegnamento, la scrittura e l’attaccamento alle radici stabiesi compongono il profilo di una persona conosciuta non soltanto per la parentela con tre calciatori affermati, ma per il rapporto costruito nel tempo con la propria comunità.