"In questi giorni in casa nessuno ha cucinato. Manchi tu, che avevi un sogno. Eri il nostro orgoglio". Sono le parole di una madre che ha perso suo figlio e che, da quel maledetto mercoledì, non riesce più a ritrovare il senso della quotidianità. Una lettera scritta con il cuore spezzato, indirizzata a Emanuele Cannavale, il sedicenne morto in un incidente stradale a Castellammare di Stabia mentre si recava a scuola. Parole che mamma Annunziata non ha avuto la forza di leggere davanti alla bara bianca del suo ragazzo, affidandole alla voce di un familiare durante la cerimonia funebre nella chiesa di Sant'Erasmo, a Gragnano.
In quelle poche righe c'è tutta la disperazione di una famiglia che non riesce ad accettare un'assenza così grande. Non ci sono discorsi solenni, ma il racconto di una casa improvvisamente diventata silenziosa. Nessuno cucina più, nessuno riesce a riprendere le abitudini di prima. Ogni angolo ricorda Emanuele, i suoi gesti, la sua presenza, i sogni di un ragazzo che aveva appena cominciato a costruire il proprio futuro.
"Da lassù dacci la forza di andare avanti, noi non ce la facciamo. Insegnaci tu come si fa a continuare a vivere senza di te". È il passaggio più doloroso del messaggio della mamma. Una richiesta d'aiuto rivolta proprio a quel figlio che fino a pochi giorni fa riempiva la casa con la sua presenza. Come se adesso spettasse a lui, da un luogo lontano, indicare alla famiglia una strada per sopravvivere a un dolore che sembra impossibile da sopportare.
"Aiuta questa famiglia come facevi tu. Grazie per questi 16 anni insieme". La lettera si chiude con un ringraziamento che racchiude una vita intera. Sedici anni di amore, di ricordi, di piccoli gesti quotidiani. Troppo pochi per una madre e un padre che avrebbero voluto vedere Emanuele crescere, diplomarsi, realizzare i propri sogni e diventare adulto.
La disperazione dei familiari ha segnato soprattutto gli ultimi istanti della cerimonia religiosa. Al termine della funzione, quando è arrivato il momento di accompagnare Emanuele nel suo ultimo viaggio, il dolore è diventato ancora più difficile da contenere. Gli abbracci, le lacrime e la vicinanza delle persone presenti hanno accompagnato una famiglia chiamata ad affrontare il momento più crudele: salutare per sempre un figlio di appena sedici anni.
Attorno a mamma Annunziata e papà Bartolo, al fratello Tommaso e alla sorella Annarita, si è stretto l'affetto di un'intera comunità. Ma nessun abbraccio poteva cancellare quella richiesta disperata contenuta nella lettera: "Insegnaci tu come si fa a continuare a vivere senza di te".
Ai funerali, celebrati nella chiesa di Sant'Erasmo a Gragnano, hanno partecipato oltre cinquecento persone. All'esterno, gli amici e i compagni dell'Istituto Alberghiero Viviani hanno salutato Emanuele indossando magliette con il suo volto, tra lunghi applausi e un volo di palloncini bianchi e azzurri.