Si alza la tensione in consiglio comunale a Castellammare. Chiede scuse ufficiali l'opposizione di centrodestra che il consigliere Vincenzo Ungaro ha definito in aula "bovina". L'episodio nell'ultimo consiglio comunale quando è mancato il numero legale. Ora la minoranza incalza: "Quello che è accaduto nell’ultimo consiglio comunale della nostra città non è solo un episodio spiacevole: è la fotografia plastica di un nervosismo politico che sta degenerando in arroganza istituzionale. Il mancato raggiungimento del numero legale, determinato dall’assenza di consiglieri della stessa maggioranza, non è stato un dettaglio tecnico ma un fatto politico grave. È da lì che nasce tutto, proprio da quella incapacità di garantire la tenuta della propria coalizione che si è sprigionato un atteggiamento livoroso, scomposto, quasi rancoroso che ha la reazione del consigliere Enzo Ungaro. Non una critica politica tantomeno un dissenso argomentato; una vera e propria offesa".
Continua la nota: "Definire “bovina” l’uscita dall’aula dei consiglieri di minoranza non è un eccesso verbale qualsiasi: è il riflesso diretto di una frustrazione politica mal gestita. È la reazione di chi, invece di interrogarsi sulle proprie responsabilità, l’assenza, la disorganizzazione, la perdita di controllo della maggioranza, preferisce attaccare l’avversario con espressioni indegne.
Ma ciò che rende tutto ancora più grave è, ancora una volta, il ruolo di chi parla. Non un consigliere qualunque, ma un ex Presidente del Consiglio comunale ( amministrazione Cimmino) e attuale Vicepresidente. Una figura che dovrebbe rappresentare equilibrio, non isteria politica; che dovrebbe garantire il rispetto delle istituzioni, non scivolare in una dialettica da piazza. Qui non siamo nel terreno della polemica, ma in quello della caduta istituzionale. Mai, e si sottolinea mai, i consiglieri di minoranza si sono lasciati andare a forme dialettiche tanto riprovevoli e scurrili. Mai hanno etichettato i comportamenti della maggioranza con termini offensivi, neppure quando avrebbero avuto ben più di una ragione per farlo.
Perché se davvero si volesse scendere su quel piano, che non appartiene alla cultura della minoranza, si potrebbe parlare di atteggiamenti gregari, di adesioni acritiche a un vero e proprio “megacarrozzone” politico che, nei fatti, ha contribuito a mettere in ginocchio Castellammare di Stabia. Ma non lo si è fatto perché esiste ancora da questa parte un’idea della politica come confronto, anche duro, ma sempre rispettoso. Come scontro di visioni, non di insulti.
Chi oggi usa certi toni non solo sbaglia nel merito, ma si colloca fuori da un perimetro minimo di civiltà istituzionale. E lo fa nel momento peggiore: quando la propria maggioranza mostra crepe evidenti, quando manca il numero legale, quando emergono difficoltà che non possono più essere nascoste. L’aggressività, in questi casi, non è forza. È debolezza, è il segnale più evidente di chi non riesce più a governare la realtà e prova a coprirla alzando la voce.
Per queste ragioni, la minoranza consiliare ritiene non più rinviabile un chiarimento pubblico.
Non si tratta di una questione personale, né di una polemica contingente: si tratta del rispetto dovuto alle istituzioni e, soprattutto, ai cittadini che esse rappresentano.
Le parole pronunciate hanno travalicato il perimetro del confronto politico e hanno finito per offendere non solo i consiglieri di minoranza, ma una parte ampia e significativa della cittadinanza che in essi si riconosce e non solo ma anche quella parte della città che che ha sostenuto questa maggioranza ma e che non si riconosce in questo modus agendi.
Per questo, si chiede formalmente al consigliere Enzo Ungaro di rivolgere scuse ufficiali e pubbliche.
Un atto dovuto, non per opportunità politica, ma per ristabilire quel minimo di rispetto istituzionale senza il quale nessuna comunità può dirsi davvero civile".