Sarà l’autopsia, fissata per giovedì, a fornire elementi sulle cause della morte di Greta Astarita, 33 anni, e del figlio nato prematuramente al settimo mese di gravidanza. Il bambino è morto pochi minuti dopo il parto all’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia; la madre è deceduta il giorno successivo, dopo un trasferimento a Napoli e il ritorno nel presidio stabiese.
Nell’inchiesta sono dieci i medici indagati: otto del San Leonardo e due dell’Ospedale del Mare di Napoli. Gli accertamenti dovranno ricostruire l’assistenza prestata alla donna e verificare eventuali responsabilità, al momento non accertate.
Tra i punti centrali dell’indagine ci sono gli esami eseguiti durante il primo accesso della paziente al San Leonardo e quelli eventualmente non effettuati. Secondo la ricostruzione riportata dal Corriere del Mezzogiorno, la donna era stata visitata anche in Ginecologia e poi dimessa. L’eventuale mancata esecuzione di accertamenti necessari resta un aspetto da verificare.
La Procura di Torre Annunziata ha avviato l’inchiesta dopo una denuncia presentata al commissariato di polizia di Castellammare di Stabia. A coordinarla è il pubblico ministero Vincenzo Lanni, del pool del procuratore Nunzio Fragliasso. Sono già state acquisite le cartelle cliniche e ascoltate le prime persone informate sui fatti.
I corpi della madre e del neonato restano a disposizione dell’autorità giudiziaria. L’esame autoptico sarà affidato a un gruppo di esperti; i medici indagati potranno nominare propri consulenti per partecipare alle operazioni.
La vicenda è iniziata venerdì, quando Greta Astarita ha accusato un malore. Dopo essersi rivolta all’ospedale di Vico Equense, indicato nella ricostruzione come privo di un reparto di urgenza, è stata indirizzata al pronto soccorso del San Leonardo, dove è stata visitata e successivamente dimessa.
Nella tarda serata la donna è tornata in ospedale priva di sensi. I sanitari hanno indotto il parto nel tentativo di salvare il bambino, che non è sopravvissuto.
La madre, in coma e in condizioni gravissime, è stata trasferita nella notte tra venerdì e sabato all’Ospedale del Mare per un consulto e un possibile intervento. È poi rientrata nel reparto di Rianimazione del San Leonardo, dove è morta nel primo pomeriggio di sabato.
Tra le ipotesi iniziali sulle cause del decesso della 33enne figurano le conseguenze di una trombosi. Si tratta di una possibilità ancora da verificare attraverso l’autopsia, insieme agli altri elementi clinici raccolti dagli investigatori.