DOMENICA 25 OTTOBRE 2026



Il fatto

Castellammare, neonato morto dopo un mese: ai domiciliari ex primario

Sospesi per un anno due medici e una ostetrica

di Redazione
Castellammare, neonato morto dopo un mese: ai domiciliari ex primario

La morte del piccolo Salvatore, neonato morto a un mese dalla nascita all’Ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia a fine marzo del 2024, torna al centro di una nuova fase dell’inchiesta. Scatta l'arresto per Eutalia Esposito, l'ex primaria del reparto di ginecologia. La vicenda riguarda la nascita del bambino, avvenuta dopo una gravidanza arrivata alla 42ª settimana, e il successivo arresto cardiaco che gli provocò gravi danni cerebrali. Una tragedia che ha coinvolto Rachele e Ludovico, giovane coppia di Torre Annunziata seguita dall'avvocato Gennaro Ausiello. 

Oggi i militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Torre Annunziata hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari, emessa dal GIP del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di 4 persone: tre medici e un’ostetrica. Gli indagati rispondono, a vario titolo, dei reati di responsabilità colposa per morte in ambito sanitario, falsità materiale e ideologica in atto pubblico e frode in processo penale e depistaggio.

In particolare, al primario pro tempore del Presidio Ospedaliero San Leonardo di Castellammare di Stabia, Eutalia Esposito, sono stati applicati gli arresti domiciliari. Nei confronti di due medici e di un’ostetrica, in servizio all’epoca dei fatti presso lo stesso nosocomio, è stata disposta per 12 mesi la sospensione dall’esercizio dell’attività professionale e dal pubblico ufficio o servizio ricoperto.

I provvedimenti derivano da un’attività investigativa della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura, aliquota Guardia di Finanza, e della Compagnia della Guardia di Finanza di Castellammare di Stabia. Le indagini riguardano il decesso, avvenuto a fine marzo 2024, di un neonato morto poco più di un mese dopo la nascita e ricoverato immediatamente in terapia intensiva per complicazioni insorte durante il parto presso l’ospedale stabiese.

Secondo quanto emerso dalle indagini, il personale sanitario intervenuto nel parto avrebbe causato per colpa la morte del neonato e avrebbe posto in essere condotte finalizzate a occultarne le responsabilità. In particolare, gli indagati avrebbero creato artificialmente un nodo al cordone ombelicale per rappresentare un evento imprevedibile, smaltito subito il cordone e la placenta in modo difforme dalle prassi cliniche normalmente adottate, falsificato la cartella clinica riguardo agli orari di presenza e alle attività del personale medico e concordato versioni da fornire agli inquirenti.

Dalle indagini risulterebbe inoltre che il primario pro tempore del reparto di Ginecologia avrebbe avuto un ruolo di impulso nell’alterazione delle fonti di prova, allo scopo di tutelare la propria posizione. Secondo l'accusa, infatti, avrebbe sfruttato la sua posizione per condizionare gli altri colleghi. 

Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari. Le misure cautelari possono essere impugnate davanti al Tribunale del riesame e gli indagati non possono essere considerati colpevoli fino a una sentenza irrevocabile di condanna.


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07-10-2026 10:10:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA