MERCOLEDÌ 26 AGOSTO 2026



Il fatto

Castellammare, sul caso Doriforo gli appelli di Fragliasso e Zuchtriegel a Giuli: 'Torni a Stabia'

Il ministro della cultura: 'Ci stiamo lavorando'

di Redazione
Castellammare, sul caso Doriforo gli appelli di Fragliasso e Zuchtriegel a Giuli: 'Torni a Stabia'

"Il Doriforo deve tornare a Stabia", dice Zuchtriegel che oggi ha presentato la riproduzione di una statua il Policleto.

"Il Doriforo è la copia romana, di un originale che è andato perduto. Deve tornare qui", dice. E il procuratore di Torre Annunziata Nunzio Fragliasso aggiunge: "La via giudiziaria è ad un punto fermo. Gli Stati Uniti non rispondono alla rogatoria internazionale. Spero che la trattativa diplomatica del governo riporti la statua qui, prima che sia troppo tardi". Li rassicura il ministro Alessandro Giuli: "Ci stiamo lavorando". 

Per oltre quarant'anni il Doriforo è rimasto lontano dall'Italia. Esposto in uno dei più importanti musei degli Stati Uniti come un capolavoro dell'arte classica, ma con una domanda mai cancellata: come era arrivato fin lì?
La risposta porta sulle colline di Varano, a Stabiae. È da lì che il Doriforo, la celebre copia romana del capolavoro di Policleto, sarebbe stato trafugato attraverso un traffico clandestino di reperti. Un viaggio organizzato dai tombaroli e alimentato dal mercato illegale internazionale dell'arte.

Dopo cinque anni di indagini, richieste diplomatiche e una complessa battaglia giudiziaria internazionale, il Doriforo resta lontano dall'Italia. Nonostante il lavoro su più piani della Procura di Torre Annunziata, guidata dal procuratore Nunzio Fragliasso, insieme al Parco Archeologico di Pompei diretto da Gabriel Zuchtriegel.

Il museo di Minneapolis, dove il Doriforo era esposto, per anni ha respinto le richieste italiane, sostenendo la legittimità dell'acquisizione. Ma gli elementi raccolti dagli investigatori hanno ricostruito il percorso clandestino del reperto, dimostrando che quella statua aveva lasciato illegalmente il territorio italiano.
Realizzata in marmo tra il 120 e il 50 avanti Cristo, come copia romana dell'originale in bronzo perduto di Policleto, alta quasi due metri, il Doriforo porta ancora addosso le cicatrici del traffico illecito: segni materiali di uno scavo clandestino e di un viaggio che lo ha trasformato da patrimonio archeologico a merce destinata al mercato internazionale.
La sua restituzione andrebbe oltre il recupero di un'opera d'arte. "Sono ottimista", dice Giuli. 


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03-08-2026 16:56:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA