La famiglia Polese non si arrende. Nuova richiesta di revisione della sentenza emessa l'8 novembre 2016 dal Tribunale di Torre Annunziata passata in giudicato, con la quale fu accertata la lottizzazione abusiva, e quindi la confisca, di tutti gli immobili facenti parte del Grand Hotel 'La Sonrisa' di Sant'Antonio Abate, noto anche come 'Castello delle Cerimonie', compresi quello adibiti ad abitazione, è stata depositata oggi alla Corte di appello di Roma dall'avvocato Dario Vannetiello, legale di Concetta Polese, vedova del cosiddetto "boss delle cerimonie" Antonio Polese, diventato famoso grazie al programma tv su "Real Time".
L'obiettivo di "Donna Imma" (com'è soprannominata Concetta Polese) e del suo avvocato è dimostrare che il reato di lottizzazione abusiva era già prescritto prima dell'inizio del processo che si concluse con la confisca della struttura, un procedimento che, in sostanza, non avrebbe dovuto iniziare.
Intanto è stata fissata per il 9 luglio l'udienza in Cassazione sui ricorsi presentati dagli avvocati di Imma e Agostino Polese, rispettivamente figlia e fratello di Antonio Polese, il defunto titolare del Grand Hotel 'La Sonrisa' di Sant'Antonio Abate noto per essere stato location del reality 'Il boss delle cerimonie'. Sulla struttura pende un'ordinanza di sgombero del Comune di Sant'Antonio Abate, che da poco ne ha ereditato la proprietà.
La Cassazione sarà chiamata a pronunciarsi sui ricorsi proposti dall'avvocato Dario Vannetiello per "Donna Imma" e dagli avvocati Veronica Paturzo ed Andrea Castaldo per Agostino Polese, finalizzati a ottenere l'annullamento della dichiarazione di inammissibilità della prima richiesta di revisione con la quale la difesa affermava che il reato di lottizzazione abusiva dovesse ritenersi insussistente.