Il modello di inclusione costruito a Pompei arriva fino a New York. I giovani de Il Tulipano hanno portato la loro testimonianza al seminario "Nuovi Orizzonti per l’inclusione e il benessere delle Persone con Autismo", ospitato nella sede dell’Italian Trade Agency.
Un appuntamento internazionale promosso dalla ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, nato con l’obiettivo di mettere a confronto le migliori esperienze italiane e statunitensi e individuare percorsi comuni per migliorare la vita quotidiana delle persone con autismo.
A rappresentare Pompei è stato il progetto "Pompei per e con Tutti", nato dall’esperienza della fattoria sociale Parvula Domus, nel Parco Archeologico di Pompei, e sviluppato attraverso un lavoro condiviso tra Il Tulipano, Amministrazione comunale, servizi sociali, scuole e realtà produttive del territorio. Un’esperienza che ora supera i confini nazionali e diventa un esempio di inclusione da raccontare anche a livello internazionale.
"È un risultato che ci rende orgogliosi – sottolinea il sindaco Giuseppe Tortora – perché racconta una Pompei capace di trasformare l’accoglienza in progetto, la sensibilità in lavoro e l’inclusione in un’opportunità concreta".
Nel corso della mattinata è stato proiettato anche un video di saluto del primo cittadino, che ha voluto portare il sostegno della città ai giovani protagonisti dell’iniziativa. "Pompei è conosciuta nel mondo per la sua storia ma oggi, a New York, ha raccontato anche la sua idea di futuro e di inclusione".
Il sindaco ha quindi rivolto un ringraziamento alla ministra Alessandra Locatelli per l’invito e al presidente de Il Tulipano, Giovanni Minucci, insieme a tutti gli operatori e alle realtà che quotidianamente lavorano per costruire percorsi di autonomia e valorizzazione della persona.
"Il nostro impegno è fare in modo che nessuno venga lasciato indietro e che ogni persona possa trovare nella comunità il proprio spazio, le proprie opportunità e il giusto riconoscimento", ha aggiunto il sindaco.
La partecipazione al seminario newyorkese rappresenta così un nuovo riconoscimento per il percorso avviato a Pompei sul fronte dell’inclusione delle persone con autismo. Un modello che mette al centro la persona, le sue capacità e la possibilità di trasformare la diversità in una risorsa per l’intera comunità. Pompei, ancora una volta, porta il suo nome nel mondo. Questa volta attraverso un messaggio di inclusione.