Geolier al Concertone ricorda i nomi dei ragazzi di Napoli uccisi, vittime innocenti della violenza. "Grazie alle mie due madri, una mi ha partorito e l'altra - Napoli - mi ha cresciuto. E poi Dio, che in mezzo a tutti questi premi e questi sold out, è stata l'unica cosa che mi ha riempito veramente. E poi voglio portare qui anche il mio di messaggio, che può sembrare fuori luogo, ma finché certe cose accadono non è fuori luogo". Geolier, sul palco del Concertone di San Giovanni a Roma, ha voluto ricordare alcuni ragazzi uccisi da un colpo di pistola. L'ultimo Fabio Ascione solo tre settimane fa.
"Io non so quale sia l'antidoto a questa violenza, ma sento che la mia generazione viene messa in pericolo ogni giorno - ha detto -. Nessuno di loro faceva parte del sistema camorristico. Erano ragazzi, studenti, artisti, calciatori. Per loro non chiedo un minuto di silenzio, perché non fa rumore, ma un forte applauso che arrivi fino lassù".