Circa 50 genitori chiedono al Comune di Gragnano di intervenire per ridurre i disagi economici e organizzativi che stanno affrontando le famiglie degli alunni del plesso Lizzadri - Roncalli di via Vittorio Veneto. Al centro della protesta c'è il servizio di trasporto scolastico, diventato necessario dopo il trasferimento temporaneo di classi e uffici in altri istituti cittadini, conseguenza dei lavori di riqualificazione e messa in sicurezza della vecchia struttura.
La richiesta è stata formalizzata attraverso un'istanza collettiva con raccolta firme. Il documento, indirizzato all'Ufficio Pubblica istruzione e Servizi scolastici, al Sindaco e alla Direzione didattica competente, ricostruisce le difficoltà incontrate dalle famiglie in vista di quest’anno scolastico.
Secondo quanto riportato nell'istanza, gli alunni erano originariamente iscritti e frequentavano il plesso di via Veneto. La temporanea chiusura della scuola, necessaria per consentire interventi di ristrutturazione e messa in sicurezza della durata prevista di circa due anni, ha comportato il trasferimento degli studenti presso il plesso di via Croce, alcuni in via Lamma, altri presso l’Istituto D’Amato di via Vittorio Veneto.
Uno spostamento che ha modificato radicalmente l'organizzazione quotidiana di numerosi nuclei familiari, costretti a ricorrere allo scuolabus comunale per accompagnare i bambini nella nuova sede. Una spesa aggiuntiva che, sottolineano i firmatari, non era stata prevista nei bilanci familiari e che deriva esclusivamente dall'indisponibilità temporanea dell'edificio scolastico di quartiere.
La vicenda si inserisce in una situazione che aveva già messo a dura prova alunni e famiglie nel precedente anno scolastico, a causa delle condizioni in cui versava il vecchio istituto. I lavori di riqualificazione, attesi per restituire alla comunità scolastica una struttura adeguata e sicura, hanno prodotto come conseguenza naturale la riorganizzazione degli spazi, delle classi e degli uffici in diverse sedi cittadine.
Ora, oltre alle difficoltà logistiche, emerge il problema dei costi. Nell'istanza i genitori evidenziano che alcune famiglie hanno già versato le prime quote o rette richieste per il trasporto, chiedendo che gli importi possano essere rimborsati o riconosciuti come credito.
Tre le richieste rivolte alle autorità. La prima riguarda l'esenzione, o quantomeno una riduzione straordinaria del costo dello scuolabus, con la possibilità di rimborsare o conguagliare le somme già pagate. La seconda è l'attivazione di una navetta gratuita tra la sede temporaneamente inagibile di via Veneto e quella di via Croce, così da assicurare continuità didattica e inclusione scolastica. Infine, i firmatari chiedono una verifica delle tariffe applicate e del corretto inserimento dei richiedenti nelle rispettive fasce di appartenenza.
La palla passa ora all'amministrazione comunale, chiamata a valutare le richieste e a individuare possibili soluzioni per alleggerire il peso economico e organizzativo di una situazione che coinvolge decine di bambini e genitori.