MARTEDÌ 06 OTTOBRE 2026



LO STUDIO

Italia, il futuro che preoccupa: nel 2080 oltre 13 milioni di abitanti in meno

Troppi anziani e pochi bambini: i dettagli

di Redazione
Italia, il futuro che preoccupa: nel 2080 oltre 13 milioni di abitanti in meno

L'Italia potrebbe perdere oltre 13 milioni di residenti nei prossimi 55 anni. È la previsione contenuta nell'ultimo report dell'Istat, che delinea uno scenario destinato a cambiare profondamente il volto del Paese.

Dai 58,9 milioni di residenti attuali si passerà a circa 55 milioni nel 2050, fino ad arrivare a 45,8 milioni nel 2080. Una diminuzione che non sarà uniforme: a perdere popolazione più velocemente saranno soprattutto le aree interne e il Mezzogiorno, mentre i grandi centri urbani riusciranno a contenere maggiormente il calo.

A crescere sarà invece l'età media. Dai 46,9 anni del 2025 si arriverà a circa 51 anni nel 2050. Gli over 65 rappresenteranno il 34,5% della popolazione, mentre la fascia tra i 15 e i 64 anni scenderà al 55,3%. Un cambiamento che avrà conseguenze anche sul mercato del lavoro e sulla disponibilità di forza lavoro.

Anche le famiglie saranno sempre più piccole. Tra il 2025 e il 2050 aumenterà del 16% il numero delle persone che vivono sole, soprattutto tra gli anziani e le donne. Attualmente sono circa 10 milioni e il 46,3% ha almeno 65 anni. Nel 2050 gli over 65 potrebbero arrivare a rappresentare il 57% delle persone che vivono sole.

Cambierà anche la composizione dei nuclei familiari. Nel 2050 oltre quattro famiglie su dieci saranno senza nuclei, cioè senza una coppia o una relazione genitore-figlio. Le coppie senza figli potrebbero inoltre superare quelle con figli: 21,4% contro 21,1%.

Il motivo principale resta il calo delle nascite. Secondo le proiezioni, fino al 2030 saranno circa 355mila all'anno, per poi scendere a 335mila nel 2050 e a 281mila nel 2080.

Nello stesso periodo aumenteranno i decessi. Dai 652mila del 2025 si passerà a 708mila nel 2030, fino a raggiungere un picco di 869mila nel 2058. La differenza tra nascite e morti continuerà quindi ad allargarsi.

Anche l'immigrazione non sarà sufficiente a compensare il saldo naturale negativo. Il saldo migratorio resterà positivo, ma secondo le stime passerà dalle circa 432mila persone del 2025 alle 423mila del 2030, per scendere a 372mila nel 2050 e risalire a 404mila nel 2080.

Il quadro che emerge è quello di un Paese alle prese con una trasformazione demografica destinata a incidere sul lavoro, sul welfare, sui servizi e sull'organizzazione dei territori. E il cambiamento sarà particolarmente evidente nelle zone già oggi alle prese con lo spopolamento.


Puoi ricevere le notizie de IlCorrierino.it direttamente su WhatsApp. memorizza il numero 334 919 32 78 e invia il messaggio "OK notizie" per procedere

31-08-2026 18:22:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA