DOMENICA 01 NOVEMBRE 2026



La tragedia

Lutto a Castellammare e Gragnano, cinquecento ragazzi per dire addio a Emanuele

L'omelia del parroco: 'Ora c'è un posto vuoto, ma lui è in paradiso'

di Redazione
Lutto a Castellammare e Gragnano, cinquecento ragazzi per dire addio a Emanuele

Nessuna parola, soltanto abbracci, lacrime e il dolore di una comunità che si stringe attorno a una famiglia distrutta. Almeno cinquecento persone hanno salutato questa mattina, nella chiesa di Sant'Erasmo a Gragnano, Emanuele Cannavale, il ragazzo di appena 16 anni morto mercoledì scorso in un tragico incidente stradale a Castellammare di Stabia. Una folla commossa ha accompagnato il suo ultimo viaggio, tra gli sguardi increduli degli amici e il silenzio di chi ancora fatica ad accettare una vita spezzata così presto. Davanti alla bara bianca, il dolore è diventato quello di tutti.

A dare voce a un sentimento che sembrava impossibile raccontare è stato don Gaetano, con un'omelia intensa e profondamente toccante. Il sacerdote ha scelto di non cercare spiegazioni a una tragedia che non ne ha, affidando alla fede e al ricordo di Emanuele il compito di accompagnare una famiglia nel momento più difficile.

"Di fronte alla morte e alle tragedie che si abbattono sulla vita e spezzano il cuore, le parole sembrano fumo. Non le troviamo, non riescono a consolarci. A volte danno quasi fastidio", ha detto don Gaetano. "Oggi, davanti a questa bara bianca, soltanto Dio può parlare. Anche se in questo momento ci sembra lontano, quasi si fosse voltato dall'altra parte. Sentiamo un profondo senso di ingiustizia per qualcosa che non sarebbe mai dovuto accadere".

Poi il sacerdote ha spostato l'attenzione su ciò che resta dopo una perdita tanto devastante: il vuoto lasciato da Emanuele nei luoghi della sua vita quotidiana.

"C'è un posto vuoto a tavola, in cameretta, a scuola. È il posto di Emanuele. Dove dovrebbe essere un ragazzo della sua età, se non lì, a sognare il proprio futuro". Parole che hanno attraversato la chiesa, mentre gli occhi dei presenti si riempivano di lacrime. Don Gaetano ha ricordato il dolore di mamma Annunziata e papà Bartolo, del fratello Tommaso, della sorella Annarita e di tutti i familiari, costretti ad affrontare una sofferenza troppo grande.

"Oggi Emanuele ha cambiato posto", ha proseguito il sacerdote. "Non lo troviamo più a scuola, nella sua cameretta, a tavola. Non risponde al cellulare che continua a squillare. Ma di lui restano il cuore, l'amore, la tenerezza. Tutto quello che ha donato a chi gli ha voluto bene. Emanuele continuerà a essere figlio, fratello, nipote, amico e compagno di scuola. Soltanto in un altro posto, che è il Paradiso", ha concluso don Gaetano, affidando alla speranza cristiana il ricordo del sedicenne.

All'esterno della chiesa, ad attendere Emanuele, c'erano i compagni dell'Istituto Alberghiero Viviani, gli amici di scuola e tanti ragazzi cresciuti insieme a lui. Indossavano magliette con il suo volto stampato, per portare ancora una volta Emanuele accanto a sé. Gli stessi compagni che, dopo la tragedia, gli avevano dedicato una lettera commovente, promettendo di custodirne il ricordo in ogni traguardo futuro.

Poi, nel momento dell'ultimo saluto, un volo di palloncini bianchi e azzurri ha attraversato il cielo di Gragnano, accompagnato da un lungo applauso. Tanti occhi rivolti verso l'alto, tante lacrime, mentre la folla si stringeva attorno alla famiglia. E mentre i palloncini salivano nel cielo, a terra restava il dolore di chi dovrà imparare a convivere con la sua assenza.


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31-10-2026 10:52:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA