Una storia di prevenzione, diagnosi precoce e collaborazione tra strutture sanitarie che si è trasformata in un messaggio di speranza. È quella raccontata a Repubblica, da Maria Di Razza, 63 anni, informatica e regista, che ha voluto testimoniare il percorso che le ha permesso di scoprire e curare in tempo un tumore ovarico, ringraziando l'Istituto Pascale di Napoli e l'Ospedale De Luca e Rossano di Vico Equense.
Tutto è iniziato con un test genetico, eseguito a causa di una forte familiarità con le patologie oncologiche. L'esame ha evidenziato la presenza della mutazione del gene BRCA1, associata a un elevato rischio di sviluppare tumori dell'ovaio e della mammella.
«In famiglia ci sono stati molti casi di tumore e mia madre era portatrice della mutazione del BRCA1. Ho deciso di sottopormi al test e il risultato è stato positivo», ha raccontato Maria.
Dopo la diagnosi, gli specialisti del Pascale hanno consigliato un intervento preventivo di asportazione delle ovaie. Per ridurre i tempi di attesa, l'operazione è stata eseguita all'ospedale di Vico Equense dal chirurgo Giuseppe Albano. L'esame istologico ha però rivelato la presenza di un carcinoma ovarico di alto grado, fino a quel momento completamente asintomatico.
«Era già lì, nascosto e aggressivo. Se non fossi stata operata in tempi rapidi, le possibilità di sopravvivenza sarebbero state minime», ha spiegato.
Successivamente la donna è tornata al Pascale, dove è stata sottoposta a un secondo intervento chirurgico di completamento e a sei cicli di chemioterapia. Il percorso terapeutico non è ancora concluso: dopo l'estate dovrà affrontare una mastectomia bilaterale preventiva, necessaria per ridurre il rischio di sviluppare un tumore al seno.
Maria ha voluto trasformare la propria esperienza in un riconoscimento al sistema sanitario pubblico campano.
«Questa non è solo una storia di malattia, ma la dimostrazione che la sanità pubblica, quando funziona in rete, può salvare delle vite. Dal Pascale all'ospedale di Vico Equense ho trovato professionalità, competenza e tempestività», ha concluso.