DOMENICA 16 AGOSTO 2026



Il fatto

Necropoli di Stabia riemerge a Gragnano durante i lavori del pastificio Garofalo: 'Ritrovati straordinari reperti'

Domani la presentazione in via dei Pastai

di Redazione
Necropoli di Stabia riemerge a Gragnano durante i lavori del pastificio Garofalo: 'Ritrovati straordinari reperti'

Una necropoli di Stabiae che ha permesso il ritrovamento di statue e gioielli antichi, unici nel loro genere. 
Domani, alle 16, presso il Pastificio Garofalo di Gragnano in Via dei Pastai 42, saranno presentati gli esiti di una delle più significative scoperte degli ultimi anni, relativa ad una necropoli arcaica venuta in luce a Gragnano, all’interno dello stesso Pastificio Garofalo.
La necropoli arcaica di Via dei Pastai a Gragnano: casse funerarie in tufo integre e i sontuosi corredi funerari che appartenevano agli abitanti dellantica Stabia distrutta con Pompei dall'eruzione del Vesuvio del 79 dopo Cristo. 
La necropoli arcaica di Via dei Pastai a Gragnano: casse funerarie in tufo integre e i sontuosi corredi funerari. È stata individuata nel corso delle attività di archeologia preventiva connesse ai lavori di ampliamento dello stabilimento produttivo. Le indagini, condotte sotto la direzione scientifica della Soprintendenza ABAP per l’Area Metropolitana di Napoli e sul campo da Geomed S.r.l., hanno restituito un contesto di assoluta e straordinaria eccezionalità scientifica. Oltre alle strategie di autorappresentazione sociale di un’élite di altissimo rango dell’Ager Stabianus, la scoperta si rivela unica per l’incredibile stato di conservazione del corredo interno di alcune casse funerarie in tufo.
Questo ha permesso il recupero di materiali organici deperibili altrove perduti, come tessuti, oggetti in legno e cestini in fibre intrecciate, un unicum assoluto per questa fase cronologica. I sontuosi corredi funerari – impreziositi da scarabei egizi di Naukratis, ambre zoomorfe, argenti e bronzi etruschi – proiettano la comunità di Stabia al centro delle rotte commerciali tra la Grecia, l’Egitto e il Mediterraneo orientale nella prima metà del VI secolo a.C.
Alla conferenza stampa parteciperanno Luigi La Rocca, Capo del Dipartimento per la tutela del patrimonio culturale del Ministero della Cultura, Teresa Elena Cinquantaquattro, Delegata del Direttore Generale ABAP del Ministero della Cultura Fabrizio Magani e Dirigente del Servizio II – Scavi e tutela del patrimonio archeologico, oltre alla Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli, Paola Ricciardi, e alla Funzionaria archeologa e responsabile scientifica delle indagini Francesca Mermati.
La presentazione sarà preceduta da una visita della delegazione scientifica ai reperti di maggiore pregio emersi nel corso delle attività di scavo, illustrati dalla Funzionaria Francesca Mermati.
L’incontro offre l’occasione per illustrare i risultati delle indagini appena concluse e gli sviluppi della ricerca, che stanno coinvolgendo un’équipe multidisciplinare impegnata nell’analisi archeologica, bioarcheologica e archeometrica dei contesti rinvenuti. Tra gli approfondimenti scientifici, rivestono particolare interesse le analisi condotte sui resti osteologici, finalizzate a ricostruire gli aspetti legati all’alimentazione, alla mobilità e alle condizioni di vita delle comunità del VI secolo a.C., contribuendo a delineare un quadro sempre più articolato della storia del territorio.

«La scoperta della necropoli di via dei Pastai a Gragnano è il risultato di una virtuosa collaborazione tra pubblico e privato che dimostra come l’attività di tutela del patrimonio culturale, non solo non ostacola l’iniziativa privata ma, se supportata da una rigorosa ricerca scientifica, arricchisce di nuovi valori un territorio già ricco di storia e di cultura – dichiara il Capo Dipartimento Luigi La Rocca – In più i risultati degli scavi, straordinari per la qualità dei reperti rinvenuti e per lo stato di conservazione anche dei materiali organici, forniscono nuove informazioni sullo sviluppo degli insediamenti tra la Penisola Sorrentina e la Valle del Sarno in epoca arcaica, all’alba cioè della fondazione dei più grandi centri etruschizzati di Pompei e Nuceria illuminando la storia della Campania preromana».
Teresa Elena Cinquantaquattro: «Un esempio di buona pratica nell’ambito delle procedure dell’archeologia preventiva
«Il rinvenimento della necropoli di Via dei Pastai rappresenta un esempio di buona pratica nell’ambito delle procedure dell’archeologia preventiva – aggiunge la Dirigente Teresa Elena Cinquantaquattro – Esso aggiunge un nuovo, importante tassello per la conoscenza del popolamento della Valle del Sarno e del territorio circostante, fornendo un prezioso contributo alla ricostruzione delle reti di scambio e dei traffici che in età arcaica coinvolgevano il golfo di Napoli».
Paola Ricciardi: «Il valore dell’archeologia preventiva come strumento di conoscenza e di tutela»
«La necropoli di Via dei Pastai testimonia il valore dell’archeologia preventiva come strumento di conoscenza e di tutela – dichiara la Soprintendente Paola Ricciardi – La ricerca scientifica, quando accompagna i processi di trasformazione del territorio, diventa l’occasione per restituire alla collettività una parte importante della propria storia.»
Massimo Menna: «Un motivo di grande orgoglio e di profondo senso di responsabilità»
«Accogliere una scoperta di questa portata all’interno del Pastificio Garofalo è per noi motivo di grande orgoglio e di profondo senso di responsabilità – dichiara l’Ing. Massimo Menna, Amministratore Delegato del Pastificio Garofalo. – La nostra storia è indissolubilmente legata al territorio di Gragnano e crediamo che fare impresa significhi anche contribuire alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale che lo rende unico. La collaborazione con la Soprintendenza ha dimostrato come sviluppo industriale e ricerca scientifica possano procedere insieme, trasformando un intervento di ampliamento in un’opportunità straordinaria di conoscenza. Siamo felici di aver potuto sostenere questo percorso, che restituisce alla comunità un capitolo importante della propria storia e rafforza ulteriormente il legame tra il Pastificio Garofalo e il territorio in cui opera da oltre due secoli.»


Puoi ricevere le notizie de IlCorrierino.it direttamente su WhatsApp. memorizza il numero 334 919 32 78 e invia il messaggio "OK notizie" per procedere

14-07-2026 09:56:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA