L'ultima telefonata Salvatore Calignano l'ha fatta alla moglie. "Sto lavorando per riparare il tetto di un capannone a Caivano", le ha raccontato in una conversazione di routine alle 13 di venerdì. Due ore dopo è stato ritrovato in una strada isolata del Comune del Napoletano in fin di vita. Ieri è morto, dopo più di un giorno di agonia.
"Se è vero che me l'hanno abbandonato per strada voglio giustizia per mio marito, non meritava di essere trattato così". A parlare è Carmela, 56 anni, moglie dell'operaio edile di 61 anni, il cui cuore si è fermato ieri nel reparto di terapia intensiva dell'Ospedale del Mare, dopo essere stato trovato gravemente ferito dal 118, in una strada isolata. Sul corpo le lesioni di chi ha subito un trauma. Vedova con due figlie di 36 e 32 anni, Carmela chiede di sapere come è morto il marito.
Aperta un'inchiesta dalla Procura di Napoli Nord, che coordina le indagini dei carabinieri da subito orientatisi sull'ipotesi di un incidente sul lavoro. Ritrovata anche l'auto della vittima.
Sempre secondo la donna Salvatore stava effettuando dei lavori "in nero" al tetto del capannone, per la stesa di una guaina isolante. Ai sanitari del 118 che lo avevano soccorso in strada lo stesso operaio edile ha riferito, prima di perdere conoscenza, di essersi fatto male cadendo da una scala.
La Procura di Napoli Nord ha disposto l'esame autoptico. Sequestrato anche il cellulare del 61enne. Accertamenti in corso, tra l'altro, per risalire all'identità di chi ha chiesto soccorso al 118.