Chi segue la Juve Stabia conosce bene il Romeo Menti, lo stadio di Castellammare di Stabia che accompagna da decenni le partite casalinghe delle Vespe. Il nome dell'impianto, però, racconta una storia che va ben oltre il calcio contemporaneo e affonda le proprie radici negli anni immediatamente successivi alla Seconda guerra mondiale. Romeo Menti, infatti, non fu soltanto uno dei protagonisti del leggendario Grande Torino, ma ebbe anche un legame diretto con il calcio stabiese.
Nato a Vicenza nel 1919, Romeo Menti fu un'ala destra dotata di grande velocità e capacità realizzativa. Dopo le esperienze con Vicenza e Fiorentina, entrò a far parte del Torino, contribuendo alla straordinaria stagione della squadra granata che avrebbe dominato il calcio italiano negli anni Quaranta.
La sua carriera ebbe però anche una parentesi particolarmente importante a Castellammare di Stabia. Nel 1945 Menti vestì infatti la maglia dello Stabia, diventando uno dei protagonisti del Campionato Campano disputato in una fase molto particolare della storia italiana. Con lui in campo, la formazione stabiese conquistò il torneo e, nello stesso anno, anche la Coppa CONI, superando il Napoli in finale.
Quell'esperienza, seppur breve, lasciò quindi un segno profondo nella memoria sportiva della città.
Il rapporto tra Romeo Menti e Castellammare acquistò un significato ancora più forte dopo il 4 maggio 1949, giorno della tragedia di Superga. L'aereo che trasportava il Grande Torino di ritorno da Lisbona si schiantò contro il muraglione posteriore della Basilica di Superga. Nell'incidente persero la vita tutti i componenti della squadra presenti a bordo, tra cui lo stesso Menti.
A Castellammare di Stabia il ricordo del calciatore rimase particolarmente vivo proprio per il contributo dato alla squadra cittadina pochi anni prima. Nel 1949, per volontà della tifoseria stabiese, nel vecchio impianto sportivo venne collocata una lapide commemorativa dedicata al giocatore.
Quando molti anni dopo fu costruito il nuovo stadio comunale, quella memoria venne conservata: l'impianto realizzato nel 1984 assunse infatti il nome di Stadio Comunale Romeo Menti, riprendendo l'intitolazione legata alla precedente lapide.
L'attuale stadio è quindi molto più di una semplice struttura destinata alle partite di calcio. Il suo nome crea un collegamento tra generazioni diverse della storia calcistica stabiese e ricorda uno dei periodi più significativi vissuti dal movimento sportivo cittadino.
Nel 1985 il nuovo impianto ospitò una delle partite simbolo della propria storia: l'amichevole tra Juve Stabia e Avellino, terminata 3-1 per i padroni di casa davanti a oltre 15 mila spettatori. Da quel momento il Menti è diventato la casa delle Vespe, attraversando campionati, promozioni, retrocessioni e stagioni particolarmente intense.
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L'intitolazione dello stadio a Romeo Menti non deriva quindi soltanto dalla fama conquistata dal giocatore con il Grande Torino. Alla base c'è soprattutto il rapporto diretto tra il calciatore e lo Stabia, con cui Menti fu protagonista nella stagione del 1945.
È proprio questo legame a spiegare perché il suo nome sia rimasto impresso nella storia sportiva di Castellammare. Ogni volta che la Juve Stabia scende in campo al Menti viene così indirettamente ricordato un calciatore che, pur avendo trascorso soltanto una parte della propria carriera in Campania, riuscì a lasciare un'eredità abbastanza forte da attraversare più di ottant'anni di storia calcistica.