Sguardi bassi, occhi lucidi e poche parole, perché davanti a un dolore così grande anche parlare diventa difficile. Piano di Sorrento si stringe attorno alla famiglia di Greta Astarita, la 33enne morta nei giorni scorsi all'ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, e del piccolo Nicolò, il bambino che portava in grembo.
Centinaia di persone stanno affollando la Basilica di San Michele Arcangelo per i funerali, in corso questa mattina. Una comunità intera si è fermata per accompagnare mamma e figlio nel loro ultimo viaggio, condividendo il dolore dei familiari per una tragedia che ha spezzato due vite e lasciato un vuoto incolmabile.
Il silenzio, gli abbracci e le lacrime raccontano una sofferenza che non ha bisogno di parole. Oggi Piano di Sorrento si raccoglie attorno a Greta e Nicolò, nel giorno dell'addio.
Greta e Nicolò, l'omelia di don Carmine Sorrentino: "Dio non è un ladro, ma un organizzatore di nozze eterne"
Parole che toccano il cuore e provano a dare un senso a un dolore impossibile da spiegare. Durante la celebrazione per Greta Astarita e il piccolo Nicolò, don Carmine Sorrentino, parroco della chiesa di Santa Maria di Galatea a Mortora, ha affidato all'omelia una riflessione intensa sulla fede, sulla morte e sulla difficoltà di accettare ciò che non riusciamo a comprendere.
"Siamo tutti feriti qui accanto alla famiglia, cercando la grazia di continuare a chiamare Dio Padre nostro anche quando ci sono tante cose che non capiamo", ha detto il sacerdote, invitando i presenti a chiedere la forza di rialzarsi e a guardare il mondo con gli occhi trasparenti di un bambino, come quelli di Nicolò.
"Quello che vediamo davanti a noi non è giusto. Non è quello che stavamo sognando", ha aggiunto, riconoscendo anche lo smarrimento di chi, davanti a tragedie simili, fatica a mantenere la propria fede. "Se c'è qualcuno che perde la fede dinanzi a queste tragedie, ci sta. Il mistero della morte, come quello della vita, non lo conosciamo".
Nel tentativo di trovare un frammento di conforto, don Carmine ha condiviso un pensiero personale su Greta: "Mi dà un briciolo di senso pensare che quella ragazza bella e sorridente, abituata a farsi carico di tante responsabilità, abbia deciso di rimanere accanto al suo bimbo".
Il passaggio più toccante è arrivato con l'immagine conclusiva, un invito a non vedere Dio come colui che strappa gli affetti, ma come una presenza che promette un ricongiungimento oltre la vita.
"Gesù oggi sfida tutti a pensare che questo Dio non è un ladro che viene di notte e a rubare un figlio alla mamma, una donna al suo uomo, una mamma alla sua bambina. Ma un organizzatore di nozze eterne".
Una riflessione che non cancella le domande e la sofferenza, ma cerca di lasciare aperto uno spiraglio di speranza nel momento più difficile per la famiglia e per l'intera comunità.