Pompei sta per scegliere il suo futuro. A meno di un mese dalle elezioni amministrative, entriamo nel vivo della campagna elettorale intervistando il candidato sindaco Salvatore Alfano. Commercialista e consulente dalla lunga esperienza politica, scende in campo per costruire una Pompei che sia a misura di tutti. Il suo disegno della città del domani si basa su tre direttrici principali: competenza, trasparenza e ascolto.
Perché ha deciso di correre alle prossime amministrative? Cosa l'ha spinta a intraprendere questa nuova avventura politica?
Ho accettato questa proposta perché ho pensato che avrei potuto mettere al servizio dei cittadini ben 50 anni di esperienza professionale. Scendo in campo in continuità con l'operato politico dell'attuale amministrazione guidata prima dal compianto sindaco Carmine Lo Sapio. Punto a migliorare ciò che già è stato fatto e a completare ciò che ancora manca. Amministrare il Comune è come guidare un'azienda pubblica e ritengo di avere molta esperienza sul tema. In questo caso non bisogna però puntare ai profitti, ma a massimizzare il benessere cittadino.
Il suo programma politico è solido e a misura di tutti. Ha parlato di continuità con l'attuale amministrazione e le liste lo dimostrano, ma quali sono le sue priorità?
Ascolto quotidianamente i bisogni dei cittadini e le loro richieste, una condizione imprescindibile per chi vuole amministrare una città. Abito qui ormai da oltre quarant'anni e conosco bene questa realtà. L'amministrazione attuale si è concentrata sul centro storico, basti pensare alle opere realizzate. Sia la Fonte Salutare che Piazza Schettini ne sono la dimostrazione. Eppure non basta. Ora serve riqualificare anche le periferie dando risalto ad altre aree cittadine con interventi concreti.
Il suo programma mette in cima alla lista i giovani e le fasce deboli. Come intende affrontare queste tematiche?
La mia coalizione, oltre al Partito Democratico e a sette civiche, comprende anche il Movimento 5 Stelle. Forza politica da sempre attenta ai bisogni delle fasce deboli, come lo sono io stesso del resto. La ritengo una vera e propria missione. I cittadini mi chiedono ambienti, spazi e realtà inclusive e senza barriere. Lotterò affinché questo avvenga. Tra i miei candidati c'è una persona disabile e questo non deve sorprenderci affatto. Deve essere la normalità, non un elemento di sorpresa. Dobbiamo costruire una realtà a misura di tutti. Se lasciassimo indietro qualcuno, significherebbe avere fallito su tutta la linea.
E invece sui giovani che idee ha? Di cosa crede abbiano bisogno i ragazzi del territorio?
Bisogna creare ambienti di aggregazione. Non possiamo farci bastare una biblioteca standardizzata, dove ci si limita a prendere e restituire libri. Servono ambienti innovativi, magari anche adatti allo smart working. Creiamo spazi accattivanti per i nostri giovani dove potersi incontrare. Se strappiamo qualche ragazzo dai social, allora abbiamo vinto. Ma non solo. C'è anche la necessità di stimolarli lavorativamente. Un'idea vincente potrebbe essere realizzare un polo di formazione su alcune attività artigianali. Sono temi che meritano di essere attenzionati e portati a un livello superiore.
Lanci un appello agli elettori. Perché dovrebbero votare Alfano?
Chiedo soprattutto un voto consapevole, basato sulle necessità della collettività. Ho ben chiari i bisogni dei cittadini e se diventassi il prossimo sindaco, spenderei ogni mia energia per costruire una Pompei migliore e innovativa.