Nuovo sequestro nell'ambito delle indagini sull'inquinamento del fiume Sarno e dei suoi affluenti. I Carabinieri Forestali hanno posto sotto sequestro un'autofficina meccanica a Santa Maria la Carità, dove sarebbero state riscontrate gravi irregolarità nella gestione dei rifiuti e nello smaltimento delle acque reflue industriali.
L'operazione è stata eseguita il 4 novembre dai militari del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale (NIPAAF) di Napoli, nell'ambito delle attività coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, guidata dal procuratore Nunzio Fragliasso.
Durante il controllo, i militari hanno accertato che l'officina operava senza la necessaria autorizzazione agli scarichi. All'interno dei locali sono stati inoltre rinvenuti rifiuti speciali, anche pericolosi, conservati in contenitori non idonei, privi di etichettatura e mescolati tra loro senza rispettare le disposizioni previste dalla normativa ambientale.
Gli accertamenti hanno evidenziato anche l'assenza della tracciabilità dei rifiuti, che non risultavano registrati nel sistema RENTRI né accompagnati dai formulari di identificazione obbligatori.
Particolarmente rilevante la situazione riscontrata nella gestione delle acque reflue. Secondo quanto emerso, i liquidi provenienti dalle lavorazioni venivano scaricati da una pavimentazione priva di un sistema di raccolta, finendo in un canale di scolo a cielo aperto, senza autorizzazione e senza alcun impianto di disoleazione.
Alla luce delle irregolarità contestate, i Carabinieri Forestali hanno disposto il sequestro preventivo d'urgenza dell'intera officina, estesa per circa 110 metri quadrati, di tre automobili in fase di lavorazione e dei rifiuti presenti nella struttura.
Il provvedimento è stato adottato per impedire la possibile prosecuzione delle condotte contestate ed evitare un ulteriore aggravamento delle conseguenze ambientali.
L'intervento si inserisce nella vasta attività investigativa avviata per individuare e contrastare le fonti di inquinamento del fiume Sarno. Le verifiche, condotte dai Carabinieri Forestali e dalle altre forze di polizia con il supporto tecnico dell'ARPAC, interessano le aziende situate lungo il bacino idrografico del corso d'acqua.
Le operazioni rientrano nel protocollo d'intesa sottoscritto il 17 dicembre 2025 dalle Procure di Torre Annunziata, Nocera Inferiore e Avellino, dalle Procure Generali di Napoli e Salerno e dagli organismi competenti in materia ambientale.
Le ipotesi di reato contestate riguardano lo scarico non autorizzato di acque reflue industriali, la gestione illecita di rifiuti speciali pericolosi e la miscelazione non consentita.