A pochi giorni dall’inaugurazione della nuova “Piazza del Tempo” a Santa Maria la Carità, in programma per il 4 giugno, il gruppo consiliare di minoranza Qui e Ora interviene duramente su quella che considera una delle opere più emblematiche degli ultimi anni dell’amministrazione comunale.
La nuova piazza rientra nel più ampio progetto della cittadella scolastica, un intervento che tra piazza, parcheggio, edificio Arancio e lavori collegati arriva a superare i 6 milioni di euro di investimento pubblico, di cui oltre 1,2 milioni provenienti direttamente dalle casse comunali.
Una cifra importante che, secondo Qui e Ora, avrebbe meritato una progettazione maggiormente orientata alle reali esigenze di bambini e ragazzi frequentanti le scuole oggetto dei lavori. Prima dei lavori l’area garantiva oltre 160 posti auto a servizio del centro cittadino, delle scuole, delle attività commerciali e delle associazioni del territorio.
Una riduzione significativa che rischia di incidere sulla vivibilità del centro urbano, aumentando traffico, difficoltà di sosta e disagi per residenti e commercianti.
Ma le perplessità non riguardano soltanto il numero dei parcheggi. A preoccupare è soprattutto la funzionalità stessa della nuova piazza.
Uno spazio quasi completamente esposto al sole, senza aree ombreggiate e panchine in marmo che rischiano di essere difficilmente utilizzabili nelle ore centrali della giornata. Una piazza che, paradossalmente, potrebbe essere vissuta soltanto nelle ore serali.
Attorno ad essa sono state realizzate delle fioriere che necessiteranno di cure continue. Eppure, evidenzia Qui e Ora, nel 2026 non sarebbe stato previsto nemmeno un impianto di irrigazione automatica. A questo si aggiunge la presenza di una grande vasca d’acqua che richiederà manutenzione costante e costi permanenti di gestione.
Una scelta che lascia più di qualche interrogativo, soprattutto considerando che la manutenzione ordinaria finirà inevitabilmente per gravare sulle casse comunali e quindi sulle tasche dei cittadini. Viene allora da ricordare gli anni Novanta, quando un sindaco, insieme a un gruppo di volontari, si occupava personalmente della cura e dell'irrigazione della piazza del paese.
Oggi, invece, il rischio è quello di ritrovarsi con un’opera costosa da gestire e difficile da mantenere nel tempo. Non mancano poi le perplessità legate alla sicurezza, in particolare per la presenza della vasca d’acqua in un’area destinata ad essere frequentata da famiglie e bambini.
Ma il vero terreno dello scontro politico riguarda il nome scelto dall’amministrazione: “Piazza del Tempo”. Per mesi il Sindaco, assessori e consiglieri di maggioranza hanno visitato scuole, incontrato studenti e raccolto proposte dalla cittadinanza, lasciando intendere che sarebbe stata la comunità a scegliere il nome della nuova piazza.
Alla fine, però, il nome individuato non risultava tra quelli proposti direttamente dai cittadini. Come emerso anche nell’ultimo Consiglio Comunale, “Piazza del Tempo” sarebbe nata da una sintesi elaborata da pochi membri dell’amministrazione partendo dalle varie proposte raccolte.
Una scelta legittima, ma che secondo Qui e Ora, sarebbe dovuta essere presentata per ciò che realmente era: una decisione politica di pochi. Infatti, far discutere non è il nome in sé, ma aver trasformato un percorso che doveva essere partecipato in una grande operazione di comunicazione e propaganda?
"Molti cittadini immaginavano che quella piazza potesse essere dedicata all’Autonomia di Santa Maria la Carità – spiegano dal gruppo di minoranza –. Sarebbe stato un modo per unire generazioni diverse, per raccontare ai più giovani la pagina più importante della nostra storia e per trasformare quel luogo in un simbolo dell’identità cittadina, rispettando e rappresentando tutti coloro che in qualche modo hanno contribuito all’autonomia e non pensando solo, come già accaduto in passato, a rappresentare solo i propri interessi. Invece, si è scelto un nome che nessuno aveva proposto direttamente e che è stato costruito successivamente dall’amministrazione".
Ancora più forte è la critica sulla cosiddetta “Capsula del Tempo”, iniziativa che accompagnerà l’inaugurazione. L’idea prevede che i bambini affidino alla capsula pensieri, sogni e visioni della Santa Maria la Carità del futuro, da riaprire tra venticinque anni. Un’iniziativa certamente suggestiva, che Qui e Ora non contesta nel suo valore simbolico.
La domanda però è un’altra. Quale futuro stiamo consegnando oggi a quei bambini Perché il futuro non si costruisce mettendo una lettera dentro una scatola. Il futuro si costruisce con le scelte amministrative, con la programmazione urbanistica, con gli spazi verdi, con le scuole, con i servizi e con opere realmente utili ai cittadini. Chiedere ai bambini di immaginare Santa Maria la Carità tra venticinque o cinquant’anni è un esercizio bellissimo. Ma dopo dodici anni della stessa amministrazione è inevitabile chiedersi quale sia la città che stiamo lasciando loro oggi. Una città che attende ancora una vera villa comunale.
Una città che continua a consumare suolo e ad aumentare il cemento. Una città che aspetta ancora una chiara visione urbanistica e un Piano Urbanistico Comunale capace di disegnare il futuro del territorio.
Una città che vede nella stessa cittadella scolastica più cemento che verde, resta un albero e una piccolissima aiuola malcurata. Secondo Qui e Ora, è proprio qui che emerge la più grande contraddizione della “Piazza del Tempo”. Da una parte si parla di futuro, memoria e visione.
Dall’altra si continua a rimandare la soluzione di problemi concreti che i cittadini vivono ogni giorno, tipo le tante famiglie che 18 anni avevano deposto in una “capsula virtuale del tempo” il sogno di aver un cimitero cittadino, quelle famiglie di allora ad oggi stanno ancora aspettando.
"Dopo dodici anni di amministrazione D’Amora non servono nuove narrazioni, ma concretezza – conclude il gruppo consiliare –. I cittadini hanno bisogno di vedere risultati. Hanno bisogno di opere funzionali, di servizi efficienti e di una città più vivibile. La politica deve tornare ad occuparsi della realtà e non soltanto della sua rappresentazione".