Opposizione all'attacco del sindaco Giosuè D'Amora sul caso cimitero: «Basta cronistorie, servono soluzioni. Fallimento politico evidente»
Il gruppo consiliare Qui e Ora interviene dopo il Consiglio comunale dedicato alla questione cimitero, una vicenda che da quasi vent’anni riguarda l’intera comunità e che continua a rappresentare una delle criticità più gravi del territorio.
«Ci aspettavamo proposte risolutive, non l’ennesima ricostruzione tecnica. I cittadini non hanno bisogno di chiacchiere, ma di atti concreti».
Nel corso della seduta, il Sindaco si è limitato alla lettura della relazione predisposta dagli uffici, evitando di assumere una posizione politica chiara su quanto accaduto e, soprattutto, su cosa accadrà nei prossimi mesi.
«Ancora una volta – sottolinea Qui e Ora – si è scelto di nascondersi dietro una relazione tecnica che poteva essere letta direttamente dal responsabile del procedimento. Il ruolo del Sindaco è un altro: dare indirizzo politico, assumersi responsabilità e indicare soluzioni».
Per la minoranza, si tratta dell’ennesima occasione mancata per fare chiarezza davanti ai cittadini.
Nel corso degli anni, infatti, le rassicurazioni non sono mai mancate. In Consiglio comunale, così come negli incontri pubblici, nelle parrocchie e durante le campagne elettorali, sono state più volte indicate date e scadenze precise: fosse entro giugno 2023, cappella entro aprile 2024, ripresa dei lavori a gennaio 2025.
«Promesse ripetute nel tempo – evidenzia Qui e Ora – spesso presentate come risultati ormai acquisiti. Anzi, ad ogni campagna elettorale il cimitero veniva raccontato come un trofeo, come un’opera ormai pronta. La realtà è ben diversa».
Secondo la minoranza, il punto centrale resta uno: l’assenza di una vera azione politica nei momenti decisivi.
«Dov’era la politica quando bisognava intervenire per concretizzare davvero il cimitero? Non bastavano riunioni, verbali o rassicurazioni. Servivano decisioni, controlli e scelte chiare. Invece si è preferito temporeggiare».
La risoluzione del contratto nel marzo 2026 viene definita inevitabile ma tardiva.
«Non è un successo – prosegue Qui e Ora – ma un atto dovuto che arriva dopo anni di rinvii. È la certificazione di uno stallo che si è trascinato troppo a lungo e che oggi rappresenta un fallimento politico evidente».
Un fallimento che, secondo il gruppo consiliare, non nasce oggi ma affonda le radici negli ultimi vent’anni.
«Parliamo di amministrazioni che si sono succedute nel tempo ma sempre con gli stessi riferimenti politici e, negli ultimi dodici anni, con lo stesso Sindaco alla guida. La continuità amministrativa implica una continuità di responsabilità che non può essere ignorata».
Nel mirino anche la gestione del rapporto con la concessionaria.
«La politica ha preferito attendere, di fatto favorendo una ditta che da tempo non aveva più le condizioni per completare l’opera. Non si può sostenere di aver fatto tutto il possibile: dopo vent’anni di impegni disattesi vale un principio semplice, errare è umano, perseverare è diabolico».
Per Qui e Ora, non è sufficiente richiamare le numerose comunicazioni inviate alla società.
«Non ci si può nascondere dietro centinaia di note rimaste inascoltate. La domanda è una sola: perché non si è intervenuti prima, quando i segnali di criticità erano già evidenti?».
Nel tempo, infatti, i segnali non sono mancati: ritardi già dal 2017, due accordi transattivi nel 2018 e nel 2021 per tentare di salvare il progetto, difficoltà economiche della concessionaria, fino al pignoramento del 2024.
Eppure si è continuato ad attendere.
Il risultato è oggi sotto gli occhi di tutti: un’opera incompleta, una cappella mai realizzata, un quarto lotto mai avviato e una situazione emergenziale con poche fosse disponibili.
A questo si aggiunge un danno economico significativo per l’ente.
«Il Comune sarà costretto ad anticipare risorse pubbliche per far fronte all’emergenza, su un’opera che doveva essere realizzata in project financing e quindi senza costi diretti per la collettività».
E resta il problema dei cittadini.
«Ci sono famiglie che hanno anticipato somme per loculi, cappelle e monumentini senza ricevere nulla. È una situazione che richiede risposte immediate e tutele concrete».
Infine, l’interrogativo più importante: quanto tempo servirà ancora per completare l’opera?
«Dopo quasi vent’anni – conclude Qui e Ora – non sono più accettabili nuove promesse o nuovi cronoprogrammi senza garanzie. Serve un piano concreto, con tempi certi, coperture finanziarie verificabili e aggiornamenti costanti in Consiglio comunale».