Un rudere di campagna abbandonato trasformato, secondo l’ipotesi investigativa, in un nascondiglio per cocaina e crack. È da qui che sono partite le indagini dei carabinieri che hanno portato all’esecuzione degli arresti domiciliari nei confronti di un ventenne, originario di Pompei e residente a Sant’Antonio Abate, indagato per detenzione di droga ai fini di spaccio e cessione continuata di sostanze stupefacenti.
Le indagini, coordinate da questa Procura della Repubblica ed espletate dall'Arma dei Carabinieri, sono scaturite da una perquisizione, eseguita dai Carabinieri il 3 luglio 2026 in un fabbricato rurale diroccato e disabitato in Sant'Antonio Abate. Tale attività consentiva di rinvenire e sottoporre a sequestro, occultato tra i rifiuti all'interno di una cassetta di sicurezza portatile, un rilevante quantitativo di sostanze stupefacenti del tipo 'cocaina' e 'crack', per un peso complessivo di circa 186 grammi, oltre a quattro bilancini di precisione e pentolini intrisi di polvere bianca, idonei alla pesatura, alla raffinazione ed al confezionamento della droga in dosi.
Il giovane dovrà rimanere nella propria abitazione con il braccialetto elettronico e non potrà comunicare con persone estranee al nucleo familiare convivente. Il provvedimento è stato emesso dal G.I.P. del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura della Repubblica.