Demolita una piscina abusiva in cemento armato, realizzata quasi trent’anni fa in un’area sottoposta a diversi vincoli di tutela del territorio. L’intervento è stato eseguito a Sant’Antonio Abate, in via Santa Maria La Carità, in attuazione di un ordine di demolizione emesso dalla sezione distaccata di Gragnano della Pretura Circondariale di Torre Annunziata. A darne notizia è il procuratore di Torre Annunziata Nunzio Fragliasso, che ha inserito l’operazione nell’ambito delle attività di contrasto all’abusivismo edilizio, individuato come una delle priorità dell’ufficio giudiziario.
Il manufatto, realizzato a servizio dell’abitazione principale, occupava una superficie di circa 72 metri quadrati, con un volume interrato di circa 146 metri cubi. La struttura, in cemento armato e lamiera metallica, era dotata di rivestimento impermeabilizzante e di tutti gli impianti tecnologici necessari al suo funzionamento.
Particolarmente delicata la collocazione dell’opera, realizzata in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico, ai sensi della normativa di tutela del 1939, successivamente confermata dal decreto legislativo 42 del 2004. Sull’area gravavano, inoltre, il vincolo idrogeologico e la classificazione sismica di zona 3.
La demolizione riguarda un abuso edilizio risalente al 1999, per il quale era stata emessa una condanna con il conseguente ordine di ripristino dello stato dei luoghi. L’intervento è stato realizzato direttamente dal proprietario del manufatto, in regime di autodemolizione, evitando così anticipazioni di spesa da parte del Comune di Sant’Antonio Abate e della Cassa Depositi e Prestiti.
La Procura sottolinea il valore delle demolizioni disposte dall’autorità giudiziaria, considerate uno strumento fondamentale per la tutela del territorio, sia per il ripristino delle condizioni ambientali compromesse sia per la funzione preventiva e dissuasiva nei confronti di ulteriori abusi.