Per SpaceX ottobre è il mese di una prova che non riguarda razzi né satelliti, ma la Borsa. Dopo la quotazione record di giugno sul Nasdaq, il gruppo fondato da Elon Musk ha adottato un sistema di sblocco graduale delle azioni detenute da dipendenti, dirigenti e investitori della prima ora: invece di un'unica scadenza dopo sei mesi, come avviene di solito, le restrizioni alla vendita vengono rimosse a scaglioni. Una nuova tranche è attesa proprio in queste settimane e, secondo le ricostruzioni della stampa finanziaria, entro l'8 dicembre circa il 40% del capitale sarà liberamente negoziabile. Per chi osserva il titolo, il tema dell'offerta di azioni conta quanto quello dei conti aziendali.
Quando una società si quota, i soci che già ne possedevano le azioni firmano di solito un impegno a non venderle per un certo periodo, in genere fino a 180 giorni. Serve a evitare che, subito dopo il debutto, una massa di titoli arrivi sul mercato e faccia crollare il prezzo. Nel caso di SpaceX la quota di azioni offerta al pubblico era eccezionalmente bassa: meno del 5% del totale, contro il 15-20% tipico delle grandi quotazioni. Questo significa che, all'inizio, il prezzo si è formato su una porzione molto piccola del capitale.
Il primo sblocco è arrivato il 6 agosto, due giorni di Borsa dopo la pubblicazione dei conti del secondo trimestre: circa 911 milioni di azioni, il 20% di quelle soggette a restrizioni, sono diventate vendibili. Era l'evento più temuto dagli operatori, eppure quel giorno il titolo ha chiuso in rialzo di oltre il 6%. Da allora sono seguite altre tranche a intervalli di alcune settimane. Elon Musk, che controlla la maggioranza dei diritti di voto, resta invece vincolato fino a giugno 2027.
Lo sblocco non obbliga nessuno a vendere. Ma aumenta il numero di azioni che potrebbero arrivare sul mercato, e gli investitori ne tengono conto. Molti dipendenti e fondi che hanno sostenuto SpaceX per oltre vent'anni da società privata siedono su guadagni contabili enormi, e alcuni potrebbero voler diversificare il proprio patrimonio. L'ex amministratore delegato del Nasdaq Robert Greifeld aveva definito a luglio questo calendario come il più grande sblocco della storia della Borsa americana, stimando in circa 800 miliardi di dollari il valore delle azioni che sarebbero diventate negoziabili entro fine ottobre.
C'è però un effetto di segno opposto. A ogni sblocco cresce il flottante, cioè la parte di capitale scambiata liberamente, e con esso il peso di SpaceX negli indici di Borsa costruiti in base al flottante. Già dopo poche settimane dal debutto il titolo è entrato nel Nasdaq-100, e i fondi passivi che replicano gli indici devono acquistarne di più man mano che la quota negoziabile aumenta. Domanda e offerta, insomma, crescono insieme.
Il tema degli sblocchi riguarda il breve periodo, ma ha conseguenze anche sulle stime di lungo termine. Le analisi raccolte sotto la voce spacex azioni previsioni 2030 partono quasi sempre dai fondamentali: i ricavi di Starlink, le prospettive di Starship, il contributo dell'intelligenza artificiale dopo l'acquisizione di xAI a inizio 2026. Ma il prezzo per azione dipende anche dal numero di azioni in circolazione. Se nei prossimi anni il gruppo dovesse finanziare i propri investimenti emettendo nuovi titoli, ogni azione rappresenterebbe una quota più piccola dell'azienda. È un fattore che chi ragiona su orizzonti lunghi deve considerare insieme alla crescita del fatturato.
I numeri di partenza restano impegnativi. Nel 2025 SpaceX ha chiuso con una perdita di 4,9 miliardi di dollari e nel primo trimestre del 2026 il rosso è stato di 4,28 miliardi, mentre gli investimenti annui viaggiano intorno ai 21 miliardi. Con una capitalizzazione che a inizio ottobre si aggirava intorno ai 2.000 miliardi di dollari, il mercato sconta una crescita molto rapida nei prossimi anni.
Dopo il debutto a 135 dollari, il titolo era salito fino a circa 225 dollari, per poi scendere sotto il prezzo di collocamento tra luglio e agosto. A inizio ottobre ha recuperato con decisione, superando i 170 dollari il 5 ottobre. La prossima trimestrale, attesa tra fine ottobre e novembre, sarà anche l'occasione per un ulteriore sblocco legato ai risultati, secondo le ricostruzioni pubblicate durante l'estate.
Per una regione come la Campania, dove l'industria aerospaziale è una presenza storica con il distretto regionale, i centri di ricerca e le aziende dell'indotto, l'evoluzione di SpaceX non è solo una notizia di Borsa. Il gruppo americano è oggi il primo operatore mondiale di lanci e il suo modello, basato su razzi riutilizzabili, ha cambiato i costi dell'accesso allo spazio per tutti. Anche nei cantieri di Castellammare, abituati a misurarsi con commesse internazionali, la competizione si gioca sempre più sulla capacità di produrre in serie e abbassare i costi, la stessa che ha reso SpaceX un caso di studio.
Nelle prossime settimane i segnali da osservare saranno tre: i volumi di scambio nei giorni degli sblocchi, la trimestrale di fine anno e l'andamento dei tassi americani, che dopo il rialzo deciso dalla Federal Reserve il 16 settembre restano un fattore chiave per i titoli valutati sulle prospettive future.