"Se esistono ombre, opacità o continuità con il passato, queste non possono essere attribuite indistintamente a un’intera Amministrazione o a una città. Proprio per difendere fino in fondo questa dignità, istituzionale e personale, ritengo di non poter proseguire il mio mandato". Con queste parole il sindaco Corrado Cuccurullo annuncia alla città di Torre Annunziata le sue dimissioni immediate. Ad innescare l'ennesimo terremoto a Palazzo Criscuolo sono le parole del Procuratore Capo, Nunzio Fragliasso, che nel corso della demolizione di Palazzo Fienga ha accusato l'amministrazione di "contiguità con la camorra". Un attacco diretto, alla presenza dei ministri Salvini e Piantedosi, presenti questa mattina alla cerimonia nell'ex fortino del clan Gionta
"Le dichiarazioni che colpiscono in modo generalizzato una comunità intera non aiutano la legalità né rafforzano le Istituzioni: finiscono per restituire un’immagine indistinta e distorta e per mortificare una città che sta invece cercando, con fatica e serietà, di cambiare. In questo senso, le parole di Fragliasso non colpiscono solo il Sindaco, ma l’intera comunità di Torre Annunziata. Sono parole che considero gravi e profondamente ingiuste", continua Cuccurullo motivando la sua scelta. Il primo cittadino rivendica un'azione politica e amministrativa concreta, sottolineando di avere "quasi raddoppiato il corpo della polizia municipale, ampliato il sistema di videosorveglianza e proseguito le attività di sgombero delle occupazioni abusive". Iniziative nel segno della legalità elencate con lo scopo di tutelare professionalità e dignità.
Nel corso della demolizione, Fragliasso ha esortato l'amministrazione "ad adottare azioni concrete e coerenti con le dichiarazioni programmatiche". Un'accusa che il primo cittadino giudica non in linea con la realtà dei fatti. "Sono un uomo libero e autonomo, un professionista che ha costruito la propria carriera fuori da Torre Annunziata e che non ha mai vissuto di politica. Il mio impegno è stato esclusivamente quello di dare una mano alla mia Città, mettendo a disposizione competenze, tempo e responsabilità", sottolinea in un documento dettagliato. L'ultimo che porta la sua firma.
"Ho collaborato sempre lealmente con tutte le istituzioni, compresi Tribunale e Procura, assegnando anche unità di personale a queste strutture nonostante la limitatezza delle risorse disponibili. Tutte le istanze ricevute da queste Istituzioni hanno avuto priorità e attenzione. Questi sono dati oggettivi e non astrattezze", continua. L'addio al Comune è una decisione che pesa come un macigno sulle sorti di Torre Annunziata, che ancora oggi attende il verdetto del Consiglio dei Ministri. E ora, persa la guida del primo cittadino, si inaugura una fase segnata inevitabilmente da fragilità e incertezza.
"Abbiamo investito nel futuro della città, aprendo asili nido, avviando la realizzazione di mense scolastiche, intervenendo sul recupero di edifici scolastici degradati, come il Penniniello, Monsignor Orlando e la Morrone. Abbiamo ottenuto fondi come i PRIUS, finanziamenti per l’inclusione sociale e contro la povertà educativa, fino alle risorse ottenute, in questi ultimi giorni, per la riqualificazione di via Solferino e via Commercio", aggiunge ripercorrendo il suo operato. Cuccurullo toglie la fascia tricolare e saluta Torre Annunziata. "Ritorno al mio mondo, alla mia professionalità e, soprattutto, alla mia dignità".