MARTEDÌ 18 AGOSTO 2026



la presentazione

Un "abbraccio" da 63mila posti: ecco come cambierà il Maradona per portare gli Europei a Napoli

Addio alla pista d’atletica, riflettori puntati sull'impatto zero e cantieri aperti senza perdere un solo spettatore

di Redazione
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Più vicino al campo, più capiente, del tutto autosufficiente dal punto di vista energetico e vivo sette giorni su sette. Il “Diego Armando Maradona” si prepara a cambiare pelle con un maxi-intervento di restyling da 200 milioni di euro, interamente a carico del Comune di Napoli, con un traguardo ben preciso sul calendario: il 2030.

Il progetto, svelato a Palazzo San Giacomo dal sindaco Gaetano Manfredi insieme all’assessore alle Infrastrutture Edoardo Cosenza, è la carta vincente della città per blindare la propria candidatura a Euro 2032.

Una scommessa per dimostrare a Figc e Uefa che il capoluogo campano non intende rimanere a guardare mentre l'Italia si prepara alla grande vetrina europea.

Le novità: tifosi a ridosso del campo e standard Uefa

Il cuore dell'intervento punta a trasformare l'impianto di Fuorigrotta in un'arena moderna ed ecosostenibile, preservandone comunque l'anima originaria.

Più spazio ai tifosi: La capienza aumenterà in modo significativo, passando dagli attuali 54.732 posti a 63.300 spettatori.

Via la pista d'atletica: L'eliminazione dello storico anello di pista consentirà di avvicinare gli spalti al terreno di gioco tramite un nuovo primo anello, creando un vero e proprio "muro" azzurro a ridosso dei calciatori.

Comfort e VIP: Prevista la realizzazione di 16 skybox riservati, nuovi spazi verdi attorno all'impianto e un piano parcheggi interamente riorganizzato.

Anima Green e Hi-Tech: Lo stadio sarà a impatto zero (autosufficiente per energia e risorse idriche), cablato e privo di barriere architettoniche per i tifosi con disabilità.

Lavori senza stop per le partite

A fare la differenza nel dossier inviato a Nyon non è solo l'architettura dell'impianto, ma lo stato d'avanzamento burocratico. La conferenza dei servizi ha già dato parere favorevole e le autorizzazioni necessarie sono state ottenute.

Inoltre, il piano dei cantieri è stato studiato per evitare disagi alla squadra e alla tifoseria: durante i lavori di ristrutturazione, la capienza non subirà tagli ma verrà compensata dallo sfruttamento dell'ampliamento del terzo anello.

Sul fronte della viabilità, la scelta di mantenere lo stadio a Fuorigrotta sfrutta la presenza strategica di tre linee della metropolitana, rispondendo in pieno ai parametri Uefa che premiano l'accessibilità tramite il trasporto pubblico.

La sfida a De Laurentiis e la partita dell'accoglienza

Dietro il piano da 200 milioni non c'è solo un'opera pubblica, ma anche una mossa politica d'impatto verso la società di Calcio Napoli. Il presidente Aurelio De Laurentiis non ha mai nascosto la preferenza per un impianto del tutto nuovo, ma il Comune ha preferito tirare dritto con la riqualificazione della casa storica del tifo partenopeo.

«Ci auguriamo che possa esserci un dialogo sereno con la società sull'utilizzo del Maradona una volta completata la ristrutturazione — ha commentato Manfredi —. L'unico nostro obiettivo è lavorare nell'interesse della città e dei tifosi. Non potevamo accettare degli Europei in Italia senza Napoli».

Il dossier napoletano non riguarda soltanto le mura dello stadio, ma propone una visione globale della città: dalla ricettività alberghiera all'efficienza della rete dei trasporti (aeroporti e treni), ricalcando il modello organizzativo già messo in campo per la Coppa America. Ora la palla passa alla Uefa.


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04-08-2026 14:48:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA