"Respinti perchè gay". Erano partiti da Napoli per trascorrere una settimana a Zanzibar, ma la loro vacanza è finita ancora prima di lasciare l’aeroporto. Protagonisti della vicenda sono Vincenzo Di Donna, 26 anni, e Antonio Esposito, 31, entrambi napoletani e sposati.
I due sono arrivati a Zanzibar domenica mattina, dopo lo scalo a Dubai. Avevano il visto turistico, l’assicurazione obbligatoria e la documentazione necessaria per il viaggio. Il primo controllo è avvenuto regolarmente, poi, durante il controllo dei passaporti, è iniziato il problema.
L’agente ha chiesto a Vincenzo quale fosse il rapporto con Antonio. Alla risposta che si trattava del marito, i due sono stati sottoposti a ulteriori verifiche. I passaporti sono stati trattenuti e la coppia è rimasta per diverso tempo in attesa all’interno dell’aeroporto.
Secondo quanto riferito dai due napoletani, è stata poi la compagnia aerea a suggerire loro di raggiungere l’area internazionale dello scalo, dove hanno atteso il volo per Dubai. Nel frattempo sono stati attivati anche i contatti con la rappresentanza diplomatica e consolare italiana.
L’ingresso a Zanzibar è stato infine negato. La motivazione formale comunicata ai due sarebbe stata la mancanza dei requisiti necessari per entrare nel Paese. Dopo il trasferimento a Dubai, la coppia è quindi rientrata a Napoli martedì, appena 48 ore dopo la partenza.
La vicenda si inserisce in un contesto particolarmente delicato. In Tanzania, compresa Zanzibar, i rapporti sessuali tra persone dello stesso sesso sono criminalizzati e le autorità possono adottare controlli particolarmente rigidi nei confronti dei viaggiatori LGBTQ+.
I due napoletani, che sostengono di aver rispettato tutte le regole previste per il viaggio, stanno ora valutando la possibilità di chiedere il rimborso delle spese sostenute per una vacanza mai iniziata e, se necessario, di intraprendere iniziative legali.